Mal di budget

Pressioni commerciali in Posta, lo stress dei dipendenti in un podcast dei sindacati

UilPoste ha raccontato in un podcast le pressioni a cui sono sottoposti soprattutto i giovani consulenti finanziari. La replica dell’azienda

di Vitaliano D'Angerio

Una filiale di Poste Italiane a Roma, Italia, il 24 aprile 2025.  (Foto di Jaap Arriens / NurPhoto via AFP)

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Pressioni commerciali in Poste Italiane. La nuova segnalazione arriva dai sindacalisti di UilPoste che hanno cercato nuove strade per denunciare lo stress che subiscono i lavoratori per collocare i prodotti: sulla piattaforma di Spotify è possibile ascoltare il podcast di UilPoste dove, nella puntata dell’8 novembre, viene lanciato l’allarme. «L’episodio del podcast UilPoste – si legge sul sito web del sindacato – è un atto di accusa chiaro e circostanziato contro un sistema che riduce il valore professionale a mera percentuale su uno schermo».

Le sale di consulenza

Sotto accusa soprattutto l’eccessiva pressione sui consulenti finanziari di Poste. Le sale consulenza sono state trasformate, viene evidenziato, «in ambienti stressanti, dove l’ossessione per i target di vendita rischia di prevaricare i diritti e la dignità dei lavoratori». E ancora: «L’ambiente di lavoro è dominato dai risultati. Schermi luminosi mostrano costantemente grafici tabelle e percentuali, trasformando ogni giornata in una corsa contro il tempo». A farne le spese soprattutto «il segmento dei giovani apprendisti in Poste Italiane». «Questi lavoratori, spesso sotto i 29 anni e alla loro prima esperienza significativa, vivono in una condizione di grande fragilità». Senza dimenticare che l’ossessione dei target di vendita, viene specificato, è subita poi anche dai clienti.

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L’Osservatorio

C’è poi l’”Osservatorio nazionale paritetico sulla proposizione commerciale” che deve monitorare e prevenire le dinamiche di pressione commerciale. «Ma si è riunito soltanto due volte dalla sua istituzione. Una volta nel 2019 e adesso di recente il 24 novembre», ricorda il segretario generale di UilPoste, Claudio Solfaroli Camillocci. In quella riunione, l’azienda ha ribadito che attiverà le necessarie verifiche sulle specifiche criticità. L’organismo si riunirà di nuovo entro il primo trimestre del 2026.

La replica di Poste

Sulle pressioni commerciali denunciate dal sindacato e sulle rare riunioni dell’Osservatorio, abbiamo chiesto la posizione a Poste Italiane. «La tematica della proposizione commerciale è stata disciplinata e costantemente monitorata nel corso degli anni – spiegano da Poste –. In particolare, nel 2013 è stato sottoscritto tra azienda e organizzazioni sindacali un protocollo sul tema, per definire le modalità di esercizio dell’azione commerciale nel rispetto della dignità dei lavoratori e in coerenza con il codice etico aziendale, anche nei confronti della clientela». E aggiunge: «Il protocollo, inoltre, è stato reso parte integrante del Ccnl vigente, sottoscritto a luglio del 2024 e, in quest’ambito, è stata confermata l’operatività dell’Osservatorio paritetico in materia di proposizione commerciale. Nell’ambito dell’Osservatorio sono state definite una serie di azioni positive. Tra queste c’è la creazione di un indirizzo di posta elettronica impersonale attraverso cui i dipendenti hanno la possibilità di segnalare eventuali comportamenti anomali rispetto ai principi definiti congiuntamente tra azienda e organizzazioni sindacali».

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