Pressione bassa? Ecco quando preoccuparsi
La domanda
Quali sono, per contro, gli aspetti clinici rilevanti della ipotensione arteriosa?
Risposta: Prima di tutto, occorre premettere che non esiste un valore definito per stabilire che un soggetto abbia una ipotensione, nel senso che alcuni individui sono caratterizzati da valori di pressione arteriosa “costituzionalmente” più bassi rispetto ad altri, senza che questo causi alcun disturbo o problema. Al contrario, l’ipotensione arteriosa assume un significato clinico quando questa cagiona alcuni disturbi, i quali naturalmente variano a seconda dell’entità della riduzione dei valori e delle situazioni che causano il suddetto calo pressorio.
I sintomi più comuni legati all’ipotensione (anche poco specifici perché potrebbero essere dovuti anche ad altre cause), comprendono stanchezza, debolezza muscolare, a volte mal di testa o senso di nausea, polso debole e rapido, palpitazioni, senso di confusione.
Tali sintomi si possono verificare più frequentemente quando il soggetto si espone a un brusco aumento della temperatura esterna. Questo comporta un’abbondante sudorazione con eccessiva perdita di liquidi, e una dilatazione dei vasi sanguigni. Tale fenomeno è ulteriormente amplificato se il soggetto non beve acqua a sufficienza, una situazione tipica nel soggetto anziano che “fisiologicamente” perde il senso della sete.
Un’altra situazione clinica che porta a ipotensione clinicamente rilevante è la perdita copiosa di liquidi per alcune patologie gastrointestinali, quali il vomito prolungato o la diarrea persistente. Se l’ipotensione è causata, invece, da un rapido passaggio da una posizione seduta alla stazione eretta (la cosiddetta “ipotensione ortostatica”) possono comparire più frequentemente sintomi quali: vertigini, annebbiamento della vista, cute pallida e fredda, fino ad arrivare, nella condizione peggiore, a una perdita di coscienza, denominata sincope. Questa situazione rappresenta un meccanismo di difesa dell’organismo e la caduta a terra fa si che il sangue riprenda con più facilità la corretta irrorazione del cervello e del cuore.
Allo stesso modo, un soggetto colpito da un collasso (sensazione di svenimento, senza perdita di coscienza), è importante che, in attesa dei soccorsi sanitari, il soggetto venga tenuto sdraiato con le gambe sollevate, per favorire la circolazione. In caso di episodio di sincope o collasso occorre informare il proprio medico curante il quale provvederà ad approfondire il quadro clinico ed eventualmente a identificare la causa.
Se l’ipotensione colpisce un paziente affetto da ipertensione arteriosa in trattamento con specifici farmaci antipertensivi, l’ipotensione con sintomi può essere la conseguenza di un eccesso di trattamento. In quel caso, occorre ricorrere al consiglio del medico il quale deciderà se e quali farmaci sospendere, almeno temporaneamente.
La gravidanza è un’altra situazione nella quale si verifica frequentemente ipotensione con sintomi e naturalmente anche in questo caso va immediatamente avvisato il ginecologo che segue la persona gravida.
Quali consigli dare per contrastare i sintomi legati all’ipotensione? Nei casi più semplici e più comuni, non esistono farmaci specifici, ma solo l’invito a seguire alcuni comportamenti corretti. Tra essi, specialmente nella stagione calda, ricordiamo:
- aumentare la quantità di acqua da bere, evitando le sostanza alcoliche che aumentano la vasodilatazione e peggiorano l’ipotensione.
- fare attenzione alla dieta, evitando pasti troppo abbondanti e ricchi in carboidrati;
- alzarsi lentamente da tavola al termine del pasto;
- utilizzare un abbigliamento idoneo (vestiti leggeri che consentano la ventilazione della cute);
- evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde.