«Preserviamo i patrimoni aprendoci al nuovo»
di Lucilla Incorvati
2' di lettura
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Dottor Vecchi, già a capo del Wealth Management di UniCredit ora è anche alla guida di Cordusio quali i suoi piani?
Sono convinto che le persone sono e rimarranno la base del Wealth Management. I banker dovranno avere competenze che vanno sempre più oltre la gestione dei portafogli e la conoscenza dei mercati finanziari. La formazione continua è un aspetto fondamentale. Oggi siamo già concentrati sulle tematiche di corporate advisory. Domani, sicuramente, anche su come cambiare il nostro modo di lavorare, per supportare la ripresa del Paese. In quest’ottica, il processo di recruiting si baserà sempre di più sulla selezione di profili non necessariamente tradizionali
Covid e sicurezza dei portafogli, come avete agito?
Ci siamo mossi perseguendo il nostro obiettivo principale: proteggere e valorizzare al meglio il patrimonio dei clienti.In Cordusio il portafoglio medio vede un'esposizione del 70% ad obbligazioni e il 30% alle azioni. Abbiamo mantenuta invariata la quota azionaria, aggiustando il posizionamento su settori e titoli. Sulla parte obbligazionaria abbiamo ridotto le componenti High Yield e Mercati Emergenti, più esposte aal crollo del petrolio. Abbiamo invece iniziato a costruire una posizione importante sulle obbligazioni Investment Grade che rimarranno sostenute dalla ricerca di rendimento e dagli acquisti di FED e BCE. Per il futuro l’obiettivo è posizionarsi sul corretto profilo di rischio e mantenere stabile il peso azionario, lavorando sulla qualità dei sottostanti mentre sulle obbligazioni ci sarà più attivismo che in passato.
Qual è il suo piano a 5 anni?

