Riconoscimenti monetari

Premi letterari, dal milione di euro dell’Aena ai dieci euro simbolici del Goncourt

Alla scrittrice argentina Samanta Schweblin la prima edizione del riconoscimento istituito dalla società aeroportuale iberica

di Riccardo Ferrazza

La scrittrice argentina Samanta Schweblin: vive da tempo a Berlino   (Oscar Gonzalez/WENN via Reuters Connect)

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A mettere i premi letterari su un asse cartesiano si avrebbe questo risultato: sulle ascisse, in basso a destra, a indicare alto “prestigio” e scarso compenso economico, ci sarebbe il francese Goncourt; in cima alle ordinate (asse verticale) comparirebbe invece il neonato premio Aena per la narrativa latinoamericana con l’assegno da un milione di euro garantito al suo vincitore.

Un milione di euro

A incassare la somma per la prima edizione è stata mercoledì 8 aprile la scrittrice nata a Buenos aires e residente a Berlino Samanta Schweblin (1978) che alla vigilia, inserita tra i finalisti, aveva detto che in caso di vittoria avrebbe usato la notevole somma per avere finalmente uno stipendio fisso. Alla cerimonia di consegna del riconoscimento al Museo marittimo di Barcellona è apparsa frastornata: «Sono sotto shock, letteralmente. Mi sembra di essere appena scesa da una ruota della roulette» ha ammesso l’autrice 48enne premiata per la sua raccolta di racconti del 2025 El buen mal (pubblicata in Italia da Einaudi con il titolo Il buon male).

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Premio ricco ma controverso fin dalla sua comparsa un po’ ma sorpresa a fine febbraio: lo sponsor è la società aeroportuale Aena che gestisce 21 aeroporti iberici ed è controllata al 51% dallo Stato attraverso la società pubblica Enaire. Un mecenatismo pubblico che ha fatto storcere il naso a molti.

Il riconoscimento simbolico del Goncourt: 10 euro

L’ambizione è creare l’equivalente ispanico di riconoscimenti prestigiosi di altri paesi come per esempio il Goncourt, il premio letterario più ambito di Francia e tra i più antichi (risale al 1896). In questo caso, però, la distanza in termini di dotazione finanziaria non potrebbe essere più grande: la ricompensa del Prix Goncourt è simbolica perché consiste in un assegno di 10 euro che per di più, secondo la tradizione, sarebbe meglio non incassare. Ma quello che conta è l’impatto commerciale senza pari: il premio fa schizzare le quotazioni di chi riesce ad ottenerlo perché garantisce vendite per centinaia di migliaia di copie nei paesi francofoni e apre la strada a traduzioni nel mondo intero.

Booker prize: 50mila sterline e la fama nell’anglosfera

Il riconoscimento più prestigioso del Regno Unito riservato agli scrittori in lingua inglese di tutto il mondo è il Booker Prize. La ricompensa è in questo caso di 50mila sterline (poco più di 57mila euro) ma soprattutto una spinta formidabile alla fama letteraria tra i lettori dell’anglosfera, i Paesi nei quali l’inglese è parlato come idioma di riferimento per ragioni storiche o coloniali. Un contributo rivelatosi decisivo per il successo di Salman Rushdie, scrittore britannico-americano di origine indiana che nel 1981 vinse con Midnight’s children, della canadese Margaret Atwood (due libri premiati, nel 2000 e 2019) o di Arundhati Roy (The God of Small Things, 1997).

Pen e Pulitzer: 15mila dollari e prestigio

Dall’altra parte dell’Oceano ci sono due premi che si contendono il titolo di riconoscimento più prestigioso nella repubblica delle lettere: il Pen/Faulkner award (anno di fondazione 1980) e il Pulitzer prize (dal 1917). Solo sei romanzi sono riusciti a ottenere entrambi i riconoscimenti. L’ultima volta è capitato nel 2006 a The road di Cormac McCarthy. Al vincitore del Pen vanno 15mila dollari, stessa cifra per il Pulitzer. Ma, anche in questo caso, a pesare è soprattutto il prestigio.

Lo Strega e la moltiplicazione delle copie

Ancora più povero il nostro Strega, il più ambito riconoscimento letterario italiano. Al vincitore vanno 5mila euro ma il vero premio sono la notorietà e la moltiplicazione delle copie. Alcuni anni fa il direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, spiegò che «mediamente il vincitore dello Strega aumenta del 500% le vendite del suo libro. Poi ci sono i casi in cui la percentuale può essere più alta come per Paolo Giordano e Margaret Mazzantini».

Al vertice resta il Nobel

Se tornassimo a guardare lo schema grafico dell’inizio noteremmo che in alto a destra (massimo prestigio, molti soldi) compare il premio Nobel per la letteratura arrivato a 11 milioni di corone svedesi, pari a poco più di un milione di euro. Una cifra in grado di cambiare le sorti finanziarie di uno scrittore. Certo non di Bob Dylan sul quale nel 2017 cadde la scelta dell’Accademia di Svezia. La sua fama e il suo patrimonio erano già consolidati da tempo attraverso le sue canzoni: tre anni dopo avrebbe venduto a Universal Music i diritti del catalogo con un accordo da oltre 300 milioni di dollari.

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