Precisi al cubo: il volto nuovo della complicazione delle ore saltanti
Un design particolarissimo, con i piccoli dadi tridimensionali che girano e cambiano colore: le sei varianti di Tambour Taiko Spin Time sono tutte in edizione limitata.
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L’innovazione nella tradizione passa anche dalla rivisitazione delle proprie icone. Tambour Spin Time è una variante complicata della collezione simbolo di Louis Vuitton, Tambour, rilanciata nel 2023 con un design contemporaneo e sporty-chic. Spin Time è il nome della complicazione che ha rappresentato un passo molto importante nella storia dell’orologeria firmata dalla maison: nel 2009, anno in cui è comparsa sul Tambour è stata il fiore all’occhiello del primo movimento meccanico sviluppato dalla manifattura Fabrique du Temps, specializzata in alta orologeria, che nel 2011 è stata acquisita dal brand francese ed è diventata la Fabrique du Temps Louis Vuitton.
Con le sei varianti di Tambour Taiko Spin Time, tutte in edizione limitata e tutte sviluppate completamente da zero, ecco quindi comparire di nuovo il caratteristico display Spin Time con i suoi cubi tridimensionali saltanti a segnare le ore, inventato ai tempi da Michel Navas ed Enrico Barbasini (i fondatori della Fabrique du Temps) che hanno reinterpretato la classica complicazione delle ore saltanti. Come funziona? Quando, ad esempio, sono le 10:10, il cubo a ore 10 si gira, mostrando il lato di colore diverso rispetto agli altri 11 cubi. I minuti sono segnati da una classica lancetta. Delle sei varianti due Taiko Spin Time hanno la cassa di 39,5 mm di diametro in oro bianco (una è impreziosita da 68 diamanti taglio baguette per 3,39 carati) e il movimento meccanico a carica automatica LFT ST13.01 con massa oscillante in oro rosa, capace di 45 ore di riserva di carica.
Lo stesso movimento anima anche il Tambour Taiko Spin Time Air, realizzato in due declinazioni, entrambe con la cassa in oro bianco di 42,5 mm di diametro. Qui i i cubi che segnano le ore appaiono come sospesi nell’aria (Air) a causa del quadrante e del fondello che sono trasparenti. I cubi sospesi in una delle due versioni, presentano al posto dei numeri le lettere che compongono il nome Louis Vuitton, 12, come il giro delle ore (la L è a ore 10, la O alle 11 e così via), mentre l’altra è decorata con 909 diamanti (2,92 carati) sulla cassa, 118 diamanti (0,26 carati) nella parte centrale del quadrante e 192 diamanti (96 bianchi per 0,48 carati, 96 neri per 0,56 carati) sui cubi delle ore.
Le ultime due interpretazioni, sempre in versione Air, aggiungono in entrambi i casi un’ulteriore complicazione. Il Tambour Taiko Spin Time Air Flying Tourbillon, presenta, infatti, come dichiara il nome stesso, un tourbillon volante posizionato al centro dell’orologio ed è animato da un altro calibro di manifattura, l’LFT ST05.01, anch’esso con la massa oscillante in oro rosa, e con una riserva di carica fino a 45 ore.Il Tambour Taiko Spin Time Air Antipode, invece, dotato del calibro automatico di manifattura LFT ST12.01 (sempre con massa oscillante in oro rosa e 45 ore di riserva di carica) con un nuovo meccanismo brevettato, chiamato appunto Antipode, è capace di segnare in un modo assolutamente inedito e intuitivo le ore del mondo e il giorno/notte. Qui, il display Spin Time presenta 24 cubi, accoppiati e sovrapposti: ognuno porta il nome di una città, in rappresentanza del fuso orario di riferimento.
Gli accoppiamenti sono fatti considerando le città che si trovano tra di loro agli antipodi (Antipode), ovvero quelle in cui la differenza oraria è di 12 ore. Nella parte più interna del quadrante, su un disco girevole che riproduce il mondo sono posizionati i numeri corrispondenti alle ore: un triangolo giallo segna quella locale. Ma torniamo alla lettura delle ore del mondo. Per farlo bisogna guardare l’ora adiacente ai cubi che riportano i nomi delle due città: se, ad esempio, il 12 è attiguo ai due cubi con la scritta Tok e Rio la loro ora sarà mezzogiorno o mezzanotte. E a indicare quale città si trovi di giorno e quale di notte, è il colore del cubo che avrà ruotato su sé stesso mostrando il lato chiaro nel primo caso, e quello scuro nel secondo.










