Leonardo aiuta le imprese a espandere il business con l’analisi evoluta dei dati
Le tecnologie chiave per andare oltre i confini della difesa e dell’aerospazio
4' di lettura
I punti chiave
- La trasformazione di Leonardo
- Oltre i confini della difesa
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Per dimensioni, complessità e capacità industriale richiesta, il test più avanzato avviato in Italia che prevede l’uso combinato di supercalcolo e intelligenza artificiale è in corso nel settore della difesa. Si chiama «Michelangelo Dome» ed è condotto da Leonardo.
Sfruttando big data, algoritmi predittivi, grandi modelli linguistici proprietari, reti neurali, intelligenza artificiale generativa, calcolo ad alte prestazioni, sistemi remoti di comando e controllo e sensori intelligenti dislocati su navi, aerei, satelliti e infrastrutture terrestri, la più importante azienda italiana della difesa e dell’aerospazio ha progettato una «cupola di sicurezza» in grado di individuare, tracciare e neutralizzare vecchie e nuove minacce. Dagli attacchi condotti con aerei o missili – inclusi missili ipersonici e sciami di droni – a quelli lanciati via mare o via terra, fino agli attacchi ibridi partiti dal mondo digitale. «Michelangelo Dome» è programmato per anticipare le mosse nemiche, ottimizzare i tempi di risposta e individuare automaticamente le contromisure più efficaci. E accrescere così le capacità difensive europee e dei paesi Nato.
«Questo progetto – spiega Simone Ungaro, Co-general manager strategy & innovation di Leonardo – costituisce il sistema integrato di difesa aerea che stiamo sviluppando nell’ambito delle soluzioni multidominio. È una sfida che richiede infinite capacità computazionali e di intelligenza artificiale per poter supportare le piattaforme di comando e controllo. Il sistema – Continua Ungaro – deve scambiare in tempo reale enormi quantità di dati, analizzarle e trasformarle in decisioni operative immediate. Per questo stiamo lavorando per portare potenza di calcolo non solo nei nostri data center, ma anche all’interno di sensori, a bordo di navi e aerei, sui satelliti e su ogni sistema di difesa attivo sul campo».
La trasformazione di Leonardo
Sono due le tecnologie chiave che Leonardo ha a disposizione per affrontare questa nuova, complicata sfida industriale. L’intelligenza artificiale e il supercalcolo. L’azienda ha potuto raccogliere la sfida grazie ad altrettante infrastrutture strategiche di cui dispone: il supercomputer Davinci-1 – in grado di eseguire 5 milioni di miliardi di operazioni al secondo – e i Leonardo innovation Labs, hub tecnologici nati per fare ricerca e sviluppo su tecnologie di frontiera. Due leve presenti in Leonardo grazie a un visionario processo di trasformazione aziendale avviato nel 2019 dall’attuale amministratore delegato Roberto Cingolani, che ha cambiato per sempre il volto dell’azienda. Oggi sono 200 i dipendenti dedicati allo sviluppo dell’infrastruttura di supercalcolo. Mentre sono già più di 2mila quelli che accedono al Davinci-1 per simulazioni ingegneristiche, analisi predittive basate sull’IA, studi di immagini satellitari e sviluppo di nuove tecnologie.
Installato a Genova, il supercomputer Davinci-1 sarà presto potenziato. A breve l’azienda inaugurerà il Davinci-2, che avrà 30 petabyte di memoria e 20 Petaflops di potenza di calcolo. La potenza sale a 1,2 Exaflops per operazioni a 8 bit, quelle tipiche delle applicazioni di IA. «Intorno a questo ecosistema che combina potenza di calcolo, risorse cloud e intelligenza artificiale – spiega Ungaro – Leonardo ha sviluppato competenze distintive. Non a caso, partecipiamo alla ristretta cordata di aziende che hanno messo a punto la proposta italiana per l’assegnazione di una delle cinque Gigafactory di IA che l’Ue vuole costruire».



