Posti vuoti e studenti con punteggi sufficienti esclusi a Medicina, Consiglio Stato: ok al ricorso
I giudici riconoscono una criticità nel meccanismo di assegnazione dei posti rimasti disponibili. Circa 200 posti rimasti vacanti in diversi atenei e, contestualmente, studenti con punteggi sufficienti che non hanno potuto accedervi
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Il Consiglio di Stato interviene sul nuovo sistema di accesso a Medicina e chirurgia e riconosce una criticità nel meccanismo di assegnazione dei posti rimasti disponibili. Con l'ordinanza n. 3347/2026 della Sezione Settima, resa il 28 luglio 2026 e pubblicata il 4 agosto 2026, il Consiglio di Stato ha accolto l'appello cautelare presentato dall'avvocato Marco Tortorella per conto del network legale Consulcesi & Partners (C&P), nell'interesse di una candidata esclusa dall'accesso al corso di laurea in Medicina e chirurgia, riformando la decisione del Tar del Lazio (Sezione III) che aveva respinto l'istanza cautelare.
Procedere agli scorrimenti
Il Collegio ha ordinato all'Amministrazione di procedere agli scorrimenti dei posti vacanti e, successivamente, di verificare se il punteggio effettivamente conseguito dalla ricorrente consenta l'assegnazione di un posto disponibile in una delle sedi indicate tra le preferenze. In caso positivo, dovrà procedere all'immatricolazione secondo l'ordine delle opzioni espresse. Al centro della decisione il nuovo meccanismo di accesso a Medicina introdotto dalla riforma del cosiddetto 'semestre filtro', che ha sostituito il tradizionale test d'ingresso con un percorso basato sulla frequenza del primo semestre e sulla successiva selezione attraverso gli esami sostenuti e la graduatoria nazionale di merito. Il Consiglio di Stato, nella fase cautelare e in attesa dell'approfondimento del giudizio di merito, ha rilevato che l'attuale disciplina “non sembra prevedere un meccanismo rispettoso del principio meritocratico”, in quanto non consente di riassegnare, secondo l'ordine della graduatoria, i posti lasciati liberi dagli studenti che hanno rinunciato all'immatricolazione.
Posti vacanti in diversi atenei
La vicenda evidenzia una situazione ritenuta particolarmente problematica: circa 200 posti rimasti vacanti in diversi atenei e, contestualmente, studenti con punteggi sufficienti che non hanno potuto accedervi. Il Consiglio di Stato ha ritenuto meritevole di approfondimento la censura relativa alla scelta di non procedere agli scorrimenti secondo l'ordine della graduatoria, definendo “illogica” la previsione che riserva i posti residui ad altre categorie, come istanze di cambio sede per gravi motivi o iscrizioni ad anni successivi al primo, anziché privilegiare il recupero degli studenti utilmente collocati in graduatoria. Il Collegio ha inoltre richiamato una precedente ordinanza della stessa Sezione (n. 2636 del 3 luglio 2026), che aveva già affrontato profili analoghi relativi al funzionamento degli scorrimenti. L'ordinanza ricorda inoltre che le limitazioni numeriche all'accesso ai corsi universitari trovano giustificazione nella necessità di garantire adeguati livelli e standard formativi.
Programmazione degli eccessi e diritto allo studio
Proprio in questo equilibrio tra programmazione degli accessi e diritto allo studio si inserisce la decisione del Consiglio di Stato: la presenza di posti disponibili, secondo il Collegio, impone una verifica sulla corretta applicazione delle regole di assegnazione e sul rispetto dell'ordine di graduatoria. Ora il ministero deve dare esecuzione al provvedimento e procedere con gli scorrimenti secondo le indicazioni del Consiglio di Stato.
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