Posta europea al rush finale, l’Italia farà da battistrada
di Antonello Cherchi
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Ancora qualche giorno e la Pec diventerà europea. Il 18 giugno termineranno i test per dare alla posta elettronica certificata un profilo comunitario, così che si possa utilizzare non solo in ambito nazionale ma anche per avere certezza delle comunicazioni nei confronti di pubbliche amministrazioni e privati che operano nella Ue. Un passaggio che deve tutto al nostro Paese.
È stato il regolamento europeo 910/2014 - più conosciuto come Eidas (Electronic identification authentication and signature), nato con l’obiettivo di fornire una base normativa comunitaria ai servizi fiduciari (tra cui la Pec) e alle identità digitali - che ha posto le basi per la posta elettronica certificata dell’Unione. Questo in teoria.
Per quanto riguarda la Pec è, infatti, accaduto che le buone intenzioni del legislatore si siano poi scontrate per anni con la mancanza degli standard tecnici necessari per tradurre in pratica quell’obiettivo. D’altra parte, il fatto che la posta certificata sia poco diffusa o addirittura sconosciuta negli altri Paesi dell’Unione, non ha aiutato.
L’Italia, invece, ha fatto da battistrada e ora detiene il primato di tecnologia e diffusione delle mail certificate. Per questo, nel 2019 Agid (Agenzia per l’Italia digitale) e Assocertificatori - l’associazione che riunisce 8 dei 18 gestori di posta elettronica - si sono riuniti per mettere a punto gli standard della Pec europea.
«Un’iniziativa - spiega Carmine Auletta, presidente di Assocertificatori - che ha subito trovato il favore di Etsi (European telecommunications standards institute), l’organismo indipendente che definisce gli standard europei nel settore delle telecomunicazioni. L’anno scorso il gruppo di lavoro ha assunto una dimensione europea con la partecipazione dei rappresentanti di diversi Paesi Ue e a gennaio di quest’anno Etsi ha approvato gli standard, che sono stati messi a disposizione degli sviluppatori. Il 31 maggio sono iniziati i test, che termineranno il 18 giugno. Dopodiché gli standard, una volta approvati dalla Commissione europea, potranno dar vita alla Pec europea e così consentire, per esempio, di inviare in modo sicuro una mail alla pubblica amministrazione, all’impresa o al cittadino di un altro Paese Ue. Dialogando con la Pec ci si potrà iscrivere in un’università europea o aprire un conto corrente oppure acquistare un prodotto assicurativo».

