«Ci ritroviamo, dopo il Covid, un'azienda completamente diversa perché siamo riusciti a cogliere opportunità impensabili. Non siamo più una realtà regionale ma nazionale, abbiamo partner di primissimo livello e siamo riusciti a crearci nuove opportunità. Parlo del progetto ‘Welcome to Italy' che oggi ci consente di presidiare l'intera penisola con un nuovo modello di business, o meglio, come una nuova filiera del comparto turistico».
Welcome to Italy partirà a pieno ritmo nel 2021?
«No, la piattaforma è stata messa online recentemente e questo sarà un anno di partenza. Stiamo schiacciando l'acceleratore sui vari canali di distribuzione. La piattaforma è complessa e il prodotto è innovativo e rivoluzionario e non vogliamo bruciare le tappe ma abbiamo una cartuccia in mano che ci permetterà di raggiungere, appunto, l'obiettivo di aumentare la quota di mercato attingendo ad un bacino nazionale e non solo regionale e canali, in termini di distribuzione, impensabili prima del Covid. Riusciamo a coprire tutti i target di clientela - non solo balneare ma dall'enogastronomia alla cultura, dall'archeologia allo sport - e in due mesi siamo riusciti a creare più di 500 pacchetti viaggio tematizzati e penso che nessun operatore in così poco tempo sia riuscito a creare tanti pacchetti smart costruiti dai nostri local expert che hanno superato le 100 unità in tutta Italia. Per la prima volta in Italia si lavora insieme con un'unica strategia e un unico marchio. Welcome to Italy può rappresentare un'occasione per riprenderci una fetta di mercato lasciata ai motori di prenotazione della Silicon Valley che hanno più del 30% del nostro mercato».
Venendo al tema della sostenibilità, quanta attenzione riscontrate e quanta attenzione c'è da parte vostra?
«Noi siamo estremamente sensibili a questo tema. La ragione per cui sono nati Portale Sardegna e poi Welcome to Italy è proprio perché tutte le persone che hanno aderito sono innamorate del proprio territorio. Per cui cerchiamo di avere un occhio di riguardo per tutto quello che riguarda lo sfruttamento ambientale e il rispetto delle normative. Ma cerchiamo anche di valorizzare quegli aspetti più unici, peculiari e sani che consentono all'uomo fa pace con l'ambiente, la sua storia, i sapori e saperi. Creare nuove opportunità a borghi che stanno scomparendo e far decidere ad un giovane di rimanere o no, crediamo che sia un'azione anche sociale. C'è tanta umanità in quello che cerchiamo di fare, qualcuno ha detto che è il nuovo Umanesimo del turismo: siamo riusciti a coniugare il digitale con tutto ciò che è umano».