Il report

Pornografia in Europa, Francia prima per consumo

I numeri di un mercato in continua crescita. Italia quarta in classifica, dopo Regno Unito e Germania.

di Silvia Martelli (Il Sole 24 Ore) e Sarah Rost (Voxeurop, Francia)

 (Nikolas Kokovlis /  AFP)

3' di lettura

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Il consumo di pornografia in Europa è in costante crescita, trainato dalla diffusione di internet e dalla maggiore accessibilità ai contenuti per adulti. Secondo i dati di Pornhub, una delle principali piattaforme del settore, nel 2024 i paesi europei che hanno registrato il maggior traffico sulla piattaforma sono stati, in ordine, Francia, Regno Unito, Germania, Italia e Spagna. Questi cinque paesi rappresentano una fetta significativa del consumo complessivo, con la Francia che si colloca tra i primi al mondo, seconda solo agli Stati Uniti e seguita dalle Filippine.

Il tempo medio di permanenza sul sito varia tra i 9 e i 12 minuti, con una crescita nell’uso dei dispositivi mobili rispetto ai computer. Un altro dato rilevante riguarda il pubblico: la maggioranza degli utenti rientra nella fascia d’età 18-34 anni, con un numero crescente di donne consumatrici di contenuti pornografici rispetto agli anni precedenti, riflettendo un cambiamento nelle dinamiche di consumo e una maggiore apertura verso la fruizione di tali contenuti tra diversi segmenti della popolazione.

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I momenti della giornata in cui il traffico è più basso si registrano intorno alle 5 e 6 del mattino, mentre rimane al di sotto della media tra le 6 e le 13 per tutta la settimana. Dalle 14 in poi, il traffico inizia a salire gradualmente, probabilmente in concomitanza con la pausa pranzo, per poi ridiscendere alle 17. A partire dalle 21, gli accessi tornano a salire, con un aumento costante ogni ora fino a mezzanotte, momento in cui si raggiunge il picco massimo di traffico sulla piattaforma

Secondo il report, ci sono anche variazioni del traffico durante eventi significativi. Ad esempio, durante la finale di Champions League, il traffico di Pornhub dall’Italia è diminuito del 31% durante la partita, indicando un forte interesse per l’evento sportivo. Tuttavia, subito dopo la conclusione del match, si è registrato un aumento del 17% rispetto alla media, suggerendo che molti utenti italiani hanno fatto ritorno alla piattaforma per rilassarsi dopo l’evento. Inoltre, durante la vigilia di Capodanno, l’Italia ha registrato una diminuzione del 58% nel traffico su Pornhub, la più significativa tra i primi 20 paesi, evidenziando come le festività influenzano le abitudini di consumo.

Le leggi

Le leggi sulla pornografia variano notevolmente da Paese a Paese in Europa. Nel Regno Unito è stato introdotto il sistema di verifica dell’età per l’accesso ai siti pornografici con l’Online Safety Act del 2023. La Francia ha adottato misure simili per bloccare l’accesso ai minori e obbligare le piattaforme a implementare sistemi di verifica più stringenti. La Germania impone restrizioni severe sulla distribuzione di contenuti a pagamento e richiede la registrazione degli operatori del settore. In Italia e Spagna le normative sono meno stringenti, ma entrambe prevedono il divieto di diffusione di contenuti non consensuali e misure contro la pornografia illegale. A livello comunitario, l’Unione Europea sta inoltre discutendo ulteriori regolamenti per garantire maggiore protezione ai minori e una maggiore trasparenza nei siti di contenuti per adulti.

Le organizzazioni a difesa dei sex worker

Il settore della pornografia è spesso caratterizzato da condizioni di lavoro precarie e mancanza di tutele legali. Tuttavia, negli ultimi anni sono nate diverse organizzazioni sindacali per difendere i diritti dei lavoratori del settore. Tra le più rilevanti in Europa troviamo la European Sex Workers’ Rights Alliance (ESWA), che rappresenta i diritti di lavoratori del sesso, inclusi quelli dell’industria pornografica. In Germania, il sindacato Ver.di ha al suo interno una sezione dedicata agli attori e alle attrici dell’industria per adulti. In Francia, STRASS lotta per i diritti dei sex worker e promuove migliori condizioni lavorative per chi opera nel settore. Queste organizzazioni lavorano per garantire salari equi, sicurezza sul posto di lavoro e protezione legale contro lo sfruttamento.

*Questo articolo rientra nel progetto Pulse ed è stato realizzato con il contributo di Sarah Rost (Voxeurop, Francia).

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