Ponte Genova: tra amianto, perizie e progettazione cresce il rischio ritardo
di Maurizio Caprino e Raoul de Forcade
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Teoricamente, manca un anno alla riapertura al traffico del tratto iniziale dell’autostrada Genova-Savona: il termine di aprile 2020 per l’apertura al traffico del futuro viadotto Polcevera, indicato a dicembre all’apertura dei cantieri per la demolizione di quanto resta del Ponte Morandi, per ora è confermato dal commissario alla ricostruzione, il sindaco Marco Bucci. Ma lo sviluppo degli eventi rende lecito più di un dubbio. Soprattutto sulla demolizione: si va dall’incognita-amianto nelle parti da abbattere a quella sui tempi delle perizie. E nemmeno la ricostruzione potrebbe non essere la più veloce possibile.
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La realtà si spacca tra le dichiarazioni ufficiali, tutte improntate a garantire il rispetto dei tempi, e le perplessità di molti tecnici, a microfoni spenti. Qualche dubbio ora pare averlo anche il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che ha promesso: «Non accetterò mai un solo minuto di ritardo».
Sulla scoperta di amianto, seppure naturale e sotto i livelli di allarme, nel cemento del Morandi, Bucci non si scompone. I ritardi, dice, «li abbiamo già recuperati e comunque stiamo lavorando per recuperarli tutti. Attualmente il progetto rispetta ancora la data del 15 aprile 2020 per l’inaugurazione. In seguito vedremo. Io do sempre la best option e al momento è ancora questa».
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