Industria

Pompe di calore, in calo il mercato residenziale

di Giuseppe Latour

2' di lettura

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Cala il residenziale, colpito dalla fine del superbonus e di meccanismi come la cessione del credito e lo sconto in fattura. Ma, allo stesso tempo, il settore commerciale viaggia spedito grazie al Pnrr. In occasione di Heat Pump Technologies ieri a Milano Assoclima, l’associazione che rappresenta le aziende costruttrici di sistemi per la climatizzazione estiva e invernale, pompe di calore in testa, ha presentato i risultati della sua indagine sul 2024. Il valore complessivo del mercato nazionale ha superato i 2,5 miliardi di euro, in calo del 5% rispetto al 2023. La spaccatura del mercato in due tronconi è, però, l’elemento più significativo.

I numeri, infatti, dicono che senza apparecchi ibridi (pompa di calore + caldaia, controllate da una centralina unica) e pompe di calore di piccole dimensioni, sotto i 17 kW, il fatturato nazionale sarebbe in crescita. Sono, cioè, alcune voci legate al residenziale quelle che evidenziano una sofferenza maggiore. I sistemi ibridi (rilevazione svolta, in questo caso, in collaborazione con Assotermica) calano di quasi il 69% in valore, le pompe di calore per la produzione di acqua calda sanitaria perdono oltre il 25 per cento. Si tratta di due tecnologie chiave, in vista dei prossimi anni, per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla direttiva Case green. Per entrambe saranno essenziali le scelte politiche di incentivazione.

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Guardando all’andamento delle pompe di calore aria/acqua di grandi dimensioni, sopra i 100 kW, si vedono invece numeri molto diversi e molto positivi: quelle tra 500 e 700 kW, ad esempio, fanno addirittura + 61%, mentre quelle tra i 200 e i 350 kW crescono del 23 per cento. Sono cifre che testimoniano la tenuta del settore commerciale. Da sottolineare, per completezza, che vanno invece bene le pompe di calore aria/aria: mono e multi split, che valgono circa metà del mercato, crescono del 3,3 per cento. Numeri positivi che, in questo caso, riguardano anche il residenziale.

Maurizio Marchesini, presidente di Assoclima, analizza così la situazione: «Nel 2024 il settore commerciale ha beneficiato del Pnrr, i cui effetti positivi continueranno anche nel 2025. Al contrario, il comparto residenziale ha registrato una delle performance peggiori, in gran parte a causa della bolla speculativa del 2022, generata da fattori economici e geopolitici e amplificata in Italia dal Superbonus 110%. Questo ha portato, nel 2023 e nel 2024, a un forte calo delle vendite di pompe di calore, anche per via degli stock accumulati nella filiera. Nonostante il calo del 2024, il 40% delle aziende del settore prevede comunque di aumentare la capacità produttiva di oltre il 30% entro il 2027».

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