Ciclismo

Pogacar fa poker alla Liegi

Unico a resistergli Il francese Seixas

di Dario Ceccarelli

(AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)      Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain APS

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Attenzione: c’è una piccola grande novità nel ciclismo globalizzato dominato da Tadej Pogacar: la novità che è nata una nuova stella. Quella di Paul Seixas, giovane francese di 19 anni, che alla Liegi-Bastogne-Liegi, conquistata per la quarta volta dal campione sloveno, è riuscito a tener testa al vincitore fino a 14 chilometri dal traguardo resistendo alle continue accelerazioni di Pogacar.

Sei scatti secchi, sulle colline delle Ardenne, che hanno fatto il vuoto ma non hanno scoraggiato il giovane talento francese che più volte, per dimostrare di non temerlo, si è messo a fianco dello sloveno. Come a dire: non ho paura di te. Guarda che di me non ti sbarazzerai facilmente. Una prova di coraggio, quasi un’audacia in un plotone dove ormai quasi nessuno osa più sfidare il temibile campione.

Loading...

Ad un certo punto, però, i valori sono emersi e Pogacar, con una ultima sgommata, si è lasciato indietro il francese che, pochi giorni fa, aveva trionfato alla Freccia Vallone.

Certo: la notizia è che lo sloveno ha conquistato per la quarta volta la Liegi, centrando la 13esima classica della sua carriera (solo Merckx ne ha conquistate di più: 19). Però senza la tenacia e il talento del francese, nato a Lione il 24 settembre 2006, saremmo qui a scrivere di un’altra corsa dominata dal campione del mondo, vero fenomeno di questo sport con 112 successi, tra i quali anche quattro Tour de France e un Giro d’Italia.

Invece questa volta Pogacar se l’è dovuta sudare, restituendo agli appassionati uno dei piaceri del ciclismo: quello dell’incertezza e di una possibile nascente rivalità.

Naturalmente il ragazzo si dovrà irrobustire, dare nuove conferme. Però i segnali che stia nascendo un nuovo campione in grado di lottare ai vertici ma soprattutto con il fenomeno sloveno ci sono tutti. Seixas è forte in tutti i terreni e già alle Strade Bianche era stato l’ultimo a cedere a Tadej. Ora dovrà ribadire il suo valore. Carattere ne ha da vendere come ha dimostrato alla vigilia delle Liegi dicendo, nella sorpresa generale, che lui era pronto a vincerla e che non nascondeva le sue carte.

I francesi, che non vincono un Tour de France dal 1985 (Bernard Hinault), sperano ardentemente che Seixas non sia un fuoco di paglia. Lo stesso presidente Macron, sentendo che altre squadre straniere volevano accaparrarselo, ha fatto pressioni sulla Decathlon, la formazione di Seixas, perché non lo cedano e resti a correre per un gruppo francese.

Tornando a Pogacar, che ha dedicato la vittoria a Camillo Munoz, compagno morto in settimana, va ricordato che lo sloveno, con questo poker nella Liegi (2021, 2024, 2025), raggiunge il nostro Moreno Argentin e lo spagnolo Valverde. Davanti, a cinque successi, c’è solo Merckx. Quella di Pogcar è comunque una stagione straordinaria avendo già vinto la Sanremo, il Giro delle Fiandre, la Liegi conquistando pure un secondo posto alla Parigi-Roubaix alle spalle del belga Van Aert. In luglio lo sloveno punta a centrare il quinto Tour de France, come Merckx, Hinault e Indurain.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti

Tutto mercato WEB