Binari sotto attacco

Podcast Nome in Codice: Assalto al treno

La settima puntata di Nome in Codice, il Podcast di 24Ore NextMed e Radio24 che vi racconta storie, tecnologie e intrighi dal lato oscuro della politica internazionale, va alla scoperta di un’infrastruttura spesso sottovalutata ma fondamentale per la nostra sicurezza e continuamente esposta a incursioni e sabotaggi: la ferrovia. Vale per l’Europa e il Medioriente. Ascolta la puntata

di 24Ore NextMed

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Intorno alle 7.40 del mattino del 17 novembre 2025, una domenica, un macchinista delle ferrovie polacche, che sta conducendo un treno passeggeri della linea locale Varsavia-Lublino, nota che il tatto dei binari davanti a lui è stato divelto. Il conducente riesce a frenare all’ultimo momento, appena prima del deragliamento.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I 473 passeggeri vengono sbalzati all’interno dei vagoni e alcuni di loro riportano ferite e contusioni. Sul posto arrivano ambulanze, operatori delle ferrovie, agenti di polizia e ben presto anche gli uomini di due agenzie d’intelligence polacche, che erano in stato di allerta già da alcune ore. Già, perché sui binari divelti della Varsavia-Lublino vengono ritrovate tre pesanti staffe di metallo usate per sabotarli e alcuni cavi delle telecomunicazioni tranciati. Ma non è tutto.

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A 30 chilometri dal punto in cui il treno era stato costretto a frenare, su una linea ferroviaria vicina c’era stata un’esplosione. Gli inquirenti trovano altri binari sconquassati e tracce di un ordigno realizzato con esplosivo al plastico C4. Nel giro di qualche ora il primo ministro polacco Donald Tusk arriva sul posto e davanti alle telecamere dichiara apertamente che si tratta di un atto di sabotaggio senza precedenti.

In questa nuova puntata di “Nome in Codice”, Claudio Antonelli e Antonio Talia intervistano esperti del settore per indagare come e se è possibile tutelare persone e merci dai sabotaggi in corso sulle rotaie d’Europa e del mondo, dai bombardamenti alle ferrovie ucraine, agli attacchi dei ribelli Houthi e dalle minacce cyber. Gli ospiti sono Pierguido Iezzi, ex ufficiale di carriera dell’Esercito italiano, consulente in cyber risk, leadership strategica e innovazione e direttore cyber di Zenita Group, e Mattia Tartaglia, amministratore delegato e fondatore di Ulisses, una startup specializzata in soluzioni per il tracciamento di mezzi e asset e la mobilità intelligente.

L’attacco alla tratta Varsavia-Lublino è solamente il caso più evidente di una campagna molto più vasta. Il treno, del resto, resta una delle infrastrutture più importanti dell’economia europea e non solo. Nel 2024, secondo i dati Eurostat, nell’Unione europea sono stati emessi 8,3 miliardi di biglietti e abbonamenti per tratte interne e 150 milioni per collegamenti internazionali.Ogni anno, in Europa, si percorrono mediamente 958 chilometri a testa sulle tratte nazionali e 53 chilometri su quelle internazionali.

Per questo il sabotaggio di una ferrovia può produrre effetti molto superiori al danno materiale provocato sul luogo dell’attacco. Secondo il colonnello Cedric Clayton, un ex militare statunitense che oggi è analista militare per la Cnn, fra il 2020 e il 2025 i cyberattacchi contro le ferrovie a livello globale sarebbero aumentati del 220% rispetto al passato. Tantopiù che il problema non riguarda soltanto i sistemi informatici tradizionali: entrano in gioco anche frequenze, protocolli radio e reti di operational technology, la maggior parte delle quali in Europa è vecchia di almeno dieci anni, che per questo settore sono tantissimi.

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