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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Quando cinque anni fa, il 9 ottobre del 2021, andarono in scena per la prima volta al Museo dell’Acropoli e in altri spazi museali e archeologici di Atene le Microdanze di Aterballetto, lo stesso direttore che le aveva ideate, Gigi Cristoforetti, non poteva immaginare l’enorme successo che il format avrebbe avuto negli anni successivi, con repliche e nuove creazioni in numerose città europee.
Un successo dovuto sicuramente alla qualità e varietà di queste “danze in due battute”, per parafrasare l’ingegnoso Campanile, ma anche al fatto che le Microdanze – assoli, duetti, piccoli insiemi di pochi minuti – inauguravano un rapporto inedito e creativo tra spazi urbani, pubblico e performer.
Per celebrare il primo lustro di vita, la città di Parma, grazie alla collaborazione con il Festival Verdi, farà da palcoscenico a un’edizione speciale delle Microdanze, che culminerà col debutto in prima assoluta al Ridotto del Teatro Regio, proprio il 9 ottobre (con replica domenica 11), di The Great Silence della coreografa Dunja Jocić, nata a Belgrado ma residente da molti anni ad Amsterdam. In sintonia col tema del Festival, Mondi lontani, Jocić esplora l’idea di distanza, silenzio e connessione tra universi diversi, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore.
Prendendo spunto dal paradosso di Enrico Fermi – il contrasto tra l’impressionante silenzio del cosmo e la certezza che sia, invece, abitato da innumerevoli creature – la coreografa guida i danzatori Matteo Fogli e Luigi Civitarese nell’esplorazione di diverse possibilità di comunicazione, ipotizzando che il corpo sia il medium delegato a trasmettere memoria, mito e sentimento attraverso una gestualità che si sostituisce al linguaggio verbale.
The Great Silence sarà il punto di arrivo di un percorso che si snoderà tra Palazzo Marchi, la Biblioteca di San Giovanni, la Pinacoteca Stuard e il Chiostro della Fontana, lungo il quale il pubblico potrà seguire altre cinque Microdanze: Soft P. di Diego Tortelli, Near Life Experience di Angelin Preljocaj, Afterimage di Philippe Kratz, Platform02 di Ina Lesnakowski ed Eppur si muove di Francesca Lattuada.