Danza

Pochi passi e si rimane connessi con il cosmo

Dunja Jocić, Philippe Kratz, Ina Lesnakowski, Francesca Lattuada, Angelin Preljocaj e Diego Tortelli offrono il proprio universo coreografico con assoli, duetti, piccoli insiemi di alcuni minuti

SoftP. La coreografia di Diego Tortelli con Leonardo Farina e Ana Patricia Alves Tavares

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Quando cinque anni fa, il 9 ottobre del 2021, andarono in scena per la prima volta al Museo dell’Acropoli e in altri spazi museali e archeologici di Atene le Microdanze di Aterballetto, lo stesso direttore che le aveva ideate, Gigi Cristoforetti, non poteva immaginare l’enorme successo che il format avrebbe avuto negli anni successivi, con repliche e nuove creazioni in numerose città europee.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Un successo dovuto sicuramente alla qualità e varietà di queste “danze in due battute”, per parafrasare l’ingegnoso Campanile, ma anche al fatto che le Microdanze – assoli, duetti, piccoli insiemi di pochi minuti – inauguravano un rapporto inedito e creativo tra spazi urbani, pubblico e performer.

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Per celebrare il primo lustro di vita, la città di Parma, grazie alla collaborazione con il Festival Verdi, farà da palcoscenico a un’edizione speciale delle Microdanze, che culminerà col debutto in prima assoluta al Ridotto del Teatro Regio, proprio il 9 ottobre (con replica domenica 11), di The Great Silence della coreografa Dunja Jocić, nata a Belgrado ma residente da molti anni ad Amsterdam. In sintonia col tema del Festival, Mondi lontani, Jocić esplora l’idea di distanza, silenzio e connessione tra universi diversi, trasformando in gesto e movimento concetti che appartengono tanto al cosmo quanto alla dimensione interiore.

Prendendo spunto dal paradosso di Enrico Fermi – il contrasto tra l’impressionante silenzio del cosmo e la certezza che sia, invece, abitato da innumerevoli creature – la coreografa guida i danzatori Matteo Fogli e Luigi Civitarese nell’esplorazione di diverse possibilità di comunicazione, ipotizzando che il corpo sia il medium delegato a trasmettere memoria, mito e sentimento attraverso una gestualità che si sostituisce al linguaggio verbale.

The Great Silence sarà il punto di arrivo di un percorso che si snoderà tra Palazzo Marchi, la Biblioteca di San Giovanni, la Pinacoteca Stuard e il Chiostro della Fontana, lungo il quale il pubblico potrà seguire altre cinque Microdanze: Soft P. di Diego Tortelli, Near Life Experience di Angelin Preljocaj, Afterimage di Philippe Kratz, Platform02 di Ina Lesnakowski ed Eppur si muove di Francesca Lattuada.

Se per Tortelli l’incontro tra Leonardo Farina e Ana Patricia Alves Tavares è l’occasione per esplorare diverse modalità di interazione, per Preljocaj è il rigore geometrico a guidare Arianna Kob e Albert Carol Perdiguer in un duetto proteiforme. Afterimage di Kratz è uno studio cromatico e cinestetico sulla relazione tra uno spazio ristretto e il danzatore Matteo Fiorani; concetto che ritorna nel lavoro di Lesnakowski, nel quale Gador Lago Benito è costretto a rapportarsi con uno spazio che progressivamente si restringe, e nella creazione di Lattuada, dove Arianna Ganassi diventa una “statua” in movimento.

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