Poche chances ai ricorsi sui segnali vicini agli autovelox
di Domenico Carola
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È prevista una distanza minima tra il cartello posto prima dell’apparecchiatura per il controllo della velocità e l’apparecchio di rilevazione? Non ci sono norme precise, quindi proliferano i ricorsi che ipotizzano obblighi. Ma la giurisprudenza prevalente tende a respingerli. Spesso non hanno successo neanche altri ricorsi legati alla segnaletica, come alcuni sull’obbligo di ripetere la presegnalazione se tra il cartello e la postazione di controllo ci sono incroci o svincoli.
Quest’ultimo aspetto è stato più volte analizzato dalla Cassazione con alterne vicende. Ma con l’ordinanza 30664/2018 la Corte ci ha messo una pietra stabilendo che i segnali vanno ripetuti.
In generale, il cartello di «controllo elettronico della velocità» dà poche certezze: non è detto che l’apparecchio sia davvero presente, che sia attivo, che vi sia una pattuglia.
Quanto alla distanza tra segnale e apparecchio, la giurisprudenza ha ripetutamente sancito solo che la presegnalazione è obbligatoria. Ma il fatto che il verbale non indichi se ci fosse non rende nullo l’accertamento, se della segnaletica sia verificata o ammessa l’esistenza. L’articolo 2, comma 1 del Dm 15 agosto 2007 ha precisato che i segnali vanno installati «con adeguato anticipo» rispetto al luogo del rilevamento (che non può trovarsi a più di 4 km) e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento, in relazione alla velocità locale predominante. La distanza va valutata in base allo stato dei luoghi.
La distanza va quindi valutata in base alla strada e alla sua percorrenza: per cui, tanto più veloce si può procedere (si pensi a un’autostrada), tanto maggiore deve essere lo spazio tra il cartello e l’autovelox. Del resto, scopo del cartello preventivo è proprio questo e non già consentire ai furbetti di farla franca, rallentando per poi riaccelerare: il legislatore è consapevole che una brusca frenata, da parte di chi si trovi sul più bello davanti alla postazione con l’autovelox, potrebbe costituire un pericolo molto superiore rispetto allo stesso eccesso di velocità. Da qui la ragione della segnaletica di avviso.


