Pnrr, il territorio rispetta i tempi ma Milano teme per gli extracosti
La Lombardia sta realizzando case e ospedali di comunità con 1,3 miliardi. Nel capoluogo ammontano a 887 i milioni le risorse da investire
di Sara Monaci
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I programmi del Pnrr proseguono in Lombardia e a Milano, rispettando il cronoprogramma, ma c’è il timore che dopo l’estate si concretizzi la paura più grande, e cioè che i bandi per la realizzazione di nuove strutture e edifici possano andare deserti a causa del maggior costo di energia e materie prime. Uno spettro che, a Milano, ha già avuto qualche avvisaglia significativa: il bando per la realizzazione di nuove case popolari nel quartiere di Lorenteggio, in fase di riqualificazione, ha avuto un solo offerente; la gara di via Tofano, sempre per le case popolari, è stata rimandata, nel timore che nessuno si presentasse. E per ora non c’è una data.
Questo timore è più avvertito da Milano, dove l’emergenza casa è più sentita negli ultimi anni, mentre la Lombardia, dovendo principalmente realizzare case e ospedali di prossimità su strutture già esistenti, sente al momento meno il problema (sebbene anche la Regione Lombardia debba pensare all’edilizia popolare, ma in misura minore).
In Lombardia
In Lombardia il Pnrr porterà circa 11,5 miliardi (includendo anche il fondo complementare), il 12,59% dei fondi totali destinati all’Italia, di cui circa 2,1 miliardi prevedono Regione Lombardia come soggetto attuatore.
Circa 4,5 miliardi saranno destinati alla transizione ecologica, altri 3 miliardi per le infrastrutture per la mobilità sostenibile. Con 1,5 miliardi saranno finanziati progetti su istruzione e ricerca, con altri 1,6 miliardi quelli relativi a inclusione e coesione.
Quasi 800 milioni saranno destinati alla digitalizzazione e al turismo e 1,3 miliardi alla Sanità per la costruzione di case e ospedali di comunità. Inoltre, 460 milioni sono destinati all’edilizia scolastica, altri 437 milioni al rinnovo delle flotte di bus e treni “verdi”.



