In primo luogo, attenzione all'ecosistema pubblico integrato, per cui è prevista una spesa di 556 milioni di euro dal Pnrr e per cui sono identificate alcune azioni prioritarie, tra cui l'istituzione del Testo Unico della Sostenibilità Digitale e l'implementazione della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) per garantire l’interoperabilità di dati tra pubbliche amministrazioni.
Sul versante della ricerca scientifica, attesi invece 1,6 miliardi di euro che potrebbero essere destinati alla promozione di studi multidisciplinari, scambi internazionali e trasferimento dei risultati in tema di sostenibilità digitale. Spazio poi alla formazione, attraverso sodalizi e partnership tra Governo, da un lato, e Fondazioni e Casse di Risparmio, dall'altro, che disporrebbero di investimenti per circa 350 milioni di euro nell'ambito del Fondo per la Repubblica Digitale.
Impellenti per lo sviluppo digitale e delineati all'interno del manifesto anche le azioni volte al potenziamento di infrastrutture e reti di accesso sostenibili: programmati nel Pnrr in particolare 6,7 miliardi di euro per la Banda Ultra Larga e 345 milioni di euro per il Piano Italia 5G nelle aree a fallimento di mercato.
Tra i settori di intervento prioritari esaminati dagli Stati Generali, particolare riguardo è stato riservato alla promozione di una cittadinanza digitale consapevole e a una maggiore partecipazione: i 350 milioni di euro del Pnrr messi sul tavolo, anch’essi identificati nel Fondo per la Repubblica Digitale, potrebbero essere indirizzati a iniziative di comunicazione diffuse, culturali ed educative nonché alla promozione di politiche di open data ed open government. Infine, indispensabile per una strategia a lungo termine azioni relative alla misurazione delle performance, alla definizione di metriche condivise, alla valutazione dei risultati e alla certificazione dei processi relativi allo sviluppo sostenibile.
I firmatari del Digital Sustainability Paper
Competenze e messa a terra per «aiutare il Paese a costruire un percorso di sviluppo». È un’ottica di restituzione quella che ha spinto dirigenti, amministratori ed esperti a sottoscrivere il Digital Sustainability Paper.