Europa

Pneumatici fuori uso, la seconda vita della gomma riciclata tra economia circolare e nuovi impieghi

Cresce il volume di raccolta di ruote d’auto, camion e mezzi agricoli. In un anno si recuperano circa 350mila tonnellate

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Petr Jedlička (Denik Referendum, Repubblica Ceca), Ana Somavilla (El Confidencial, Spain) e Ieva Kniukštienė (Delfi, Lituania)

5' di lettura

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La seconda vita degli pneumatici fuori uso passa per nuove iniziative che spaziano dall’asfalto ai prodotti isolanti, dalle mattonelle delle palestre alle barriere in gomma sistemate sopra i Guard Rail. È l’economia circolare applicata al riutilizzo della gomma degli pneumatici arrivati a fine corsa. Materiali che non diventano rifiuto ma si trasformano in nuova materia prima, dopo una serie di passaggi che spaziano dal lavaggio alla triturazione e poi ad altre lavorazioni. In Italia cresce la raccolta degli pneumatici fuori uso, e ogni anno si supera il target di prelievo assegnato.

Secondo uno studio effettuato dal consorzio Ecopneus, «ogni anno giungono a fine vita circa 350 mila tonnellate di pneumatici provenienti dalla sostituzione sui veicoli in circolazione». Inoltre «si stima l’immissione annuale di circa 30 milioni di pneumatici per autovetture, 2 milioni per autocarri, 3 milioni per mezzi a due ruote e oltre 300.000 per mezzi industriali e agricoli». Questi ultimi rappresentano solo lo 0,9% in termini di quantità, ma oltre il 4% in peso, a causa delle loro grandi dimensioni.

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Evitata l’emissione di 297mila tonnellate di CO2

Per quanto riguarda il 2024, Ecopneus ha gestito oltre 168 mila tonnellate di Pfu, rispondendo a 45 mila richieste di prelievo e superando del 10% il target di raccolta previsto dalla legge. In termini di benefici ambientali, grazie all’attività di recupero e riciclo di Ecopneus, nel 2023 è stata evitata l’emissione di 297 mila tonnellate di CO2 equivalente (tCO2eq), un quantitativo pari a quelle di 183 mila autovetture che percorrono 10.000 km in un anno, sono stati risparmiati 1,2 milioni di m3 di acqua di ciclo di vita, un volume equivalente al consumo medio giornaliero di circa 5,6 milioni di italiani o alla quantità di acqua necessaria per riempire 484 piscine olimpioniche. Inoltre, è stato generato un risparmio netto di 274 mila tonnellate di risorse minerali e fossili, una quantità pari al peso di 558 treni Frecciarossa 1000 composti di otto carrozze più locomotore.

Taglio alle importazioni e risparmio per 81 milioni di euro

«Benefici a cui si aggiunge il risparmio per il Paese legato alla riduzione delle importazioni di materiale vergine, per un valore di 81 milioni di euro - fanno sapere dal Consorzio Ecopneus -. Vantaggi che, sommati, generano un notevole contributo anche in termini economici: lo scorso anno, l’attività di Ecopneus ha generato un valore economico pari a 44,4 milioni di euro, di cui ben 40,5 milioni sono serviti a remunerare le imprese della filiera per le operazioni di recupero, raccolta, trasporto e trattamento. Il restante 12% rappresenta i costi di gestione interni al Consorzio (comunicazione, salari ai dipendenti, imposte ed altri costi), che nel 2023 ammonta a 5,3 milioni di euro».

L’isolante per le sale musicali

Poi ci sono gli altri utilizzi della gomma che arriva dagli pneumatici fuori uso e dismessi. Una delle ultime iniziative riguarda l’impiego per la realizzazione dei rivestimenti di sale musicali e auditorium. La gomma riciclata da pneumatici fuori uso sta emergendo come soluzione che combina prestazioni eccellenti e sostenibilità. Questo materiale, grazie alla straordinaria capacità fonoassorbente e fonoisolante, migliora significativamente l’esperienza acustica, creando ambienti ideali non solo per la musica ma per contesti architettonici differenti.

Il Clean Industrial Deal

«Accogliamo positivamente il Clean Industrial Deal presentato dalla Commissione Europea, la cui enfasi sulla decarbonizzazione e sulla circolarità come pilastri della politica economica rappresenta un segnale importante a favore della sostenibilità - annuncia Giuseppina Carmineo, direttore generale di Ecopneus -.Le misure previste dal Clean Industrial Deal, come il Circular Economy Act, rappresentano un’opportunità anche per la filiera del riciclo dei Pru. In particolare, le misure previste, quali l’armonizzazione della disciplina ’end of waste’ e il rafforzamento della responsabilità estesa del produttore, sono fondamentali per incentivare l’utilizzo di materiali riciclati, così come garantire una gestione sempre più efficiente dei rifiuti». Non solo, per la direttrice l’accordo evidenzia inoltre come «il potenziamento dell’economia circolare sia cruciale non solo per ridurre l’impronta carbonica, ma anche per diminuire la dipendenza dell’UE dalle importazioni di materie prime. In questo scenario, la filiera del riciclo dei Pneumatici Fuori Uso rappresenta un esempio concreto di economia circolare e con un potenziale di crescita». All’orizzonte c’è l’approvazione dei provvedimenti «per dare al contributo e all’impegno del sistema nazionale quella cornice e quegli strumenti fondamentali per una economia circolare dei Pfu sostenuta dal mercato della gomma riciclata e suoi molteplici utilizzi. Una prospettiva a favore anche della filiera di aziende italiane del settore, affermando sempre più la green e circular economy come prospettiva strategica per il futuro del Paese e dell’Europa».

Il caso lituano

Ogni anno in Lituania vengono raccolte e riciclate circa 30mila tonnellate di pneumatici fuori uso. Ekobazė è uno dei principali operatori del settore: l’azienda gestisce in media 19mila tonnellate all’anno e nel 2024 ha aumentato del 25% i volumi rispetto all’anno precedente. Le capacità impiantistiche disponibili permettono di trattare fino a 30mila tonnellate l’anno, il che indica un ulteriore margine di crescita.

Nonostante la domanda di questi materiali sia crescente, il mercato resta dinamico e competitivo, con la concorrenza di fornitori cinesi e dei paesi vicini. Inoltre, la commercializzazione dei prodotti finiti dipende molto dall’andamento economico e dal settore edile. Tuttavia, l’attenzione sempre maggiore verso l’economia circolare e la sostenibilità contribuisce a valorizzare il settore.

In particolare, in Lituania i prodotti derivati dal riciclo degli pneumatici stanno guadagnando terreno: nel 2024 le vendite sono aumentate del 113% e la produzione è decuplicata rispetto al 2020.

La Spagna

In Spagna la gestione degli pneumatici fuori uso è regolata dal Real Decreto 731/2020, che modifica il precedente 1619/2005, recependo la Direttiva europea 2008/98/CE. Quest’ultima impone una gerarchia nella gestione dei rifiuti: prevenzione, riutilizzo, riciclo e recupero. I produttori sono soggetti a responsabilità estesa: devono predisporre un piano di prevenzione e assicurare il ritiro e la gestione di una quantità di pneumatici equivalente a quella immessa sul mercato.

Dal 2006, la normativa vieta il conferimento in discarica degli pneumatici e impone la creazione di sistemi integrati di gestione (SIG) finanziati da un eco-contributo applicato all’acquisto di pneumatici nuovi. Tra questi, SIGNUS è il principale operatore: un ente senza fini di lucro formato dai principali produttori attivi sul territorio. SIGNUS cura la raccolta gratuita dei NFU, la loro valorizzazione e il reimpiego dei materiali.

Nel 2022 SIGNUS ha gestito oltre 200mila tonnellate di pneumatici: il 12% è stato riutilizzato come usato o ricostruito, il 48% trasformato in materie prime seconde, e il restante 40% destinato al recupero energetico.

Nonostante i progressi, “non esistono ancora abbastanza iniziative per smaltire tutti gli pneumatici usati”, ha dichiarato Gabriel Leal Serrano, direttore generale di SIGNUS. Eppure, le potenzialità sono molteplici: dai campi da tennis e parchi gioco, all’impiego come combustibile alternativo nei cementifici. I granuli di gomma trovano impiego anche nell’asfalto fonoassorbente, nei pavimenti antitrauma, nei pannelli isolanti e persino nelle scarpe da ginnastica.

La Repubblica Ceca

In Repubblica Ceca, la produzione di pneumatici è tradizionalmente legata a Barum, azienda con sede a Otrokovice oggi controllata dal gruppo tedesco Continental AG. Dal 2019 anche la sudcoreana Nexen ha aperto uno stabilimento vicino a Žatec.

La gestione degli pneumatici fuori uso è affidata a ELTMA, un sistema collettivo non profit creato nel 2016 da produttori e importatori. Dal 2018, i cittadini possono lasciare i pneumatici esausti direttamente presso officine e gommisti, dove vengono poi raccolti da ELTMA. Questa abitudine è ormai consolidata, soprattutto in occasione del cambio stagionale degli pneumatici. Prima, i NFU venivano portati nei centri di raccolta comunali, pratica oggi sempre meno frequente.

In Repubblica Ceca, gli pneumatici non sono classificati come rifiuti urbani e non possono quindi essere smaltiti nei cassonetti. Il sistema ELTMA riesce a raccogliere ufficialmente l’89% degli pneumatici immessi sul mercato da parte dei produttori aderenti.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”

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