Pmi: tengono i ricavi, danni dai dazi per 6 su 10
Quadro di tenuta nonostante le difficoltà. Insoddisfazione per il piano 5.0, personale introvabile per il 40% del campione
di Luca Orlando
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Preoccupazione sui dazi, insoddisfazione per Transizione 5.0, ricavi mediamente solidi, nonostante tutto. E’ un quadro misto quello che emerge dall’Osservatorio Mecspe realizzato da Nomisma relativo al secondo quadrimestre 2025 , presentato in occasione della terza edizione di Mecspe Bari, manifestazione dedicata all’innovazione manifatturiera nel Centro-Sud organizzata da Senaf e in corso alla Fiera del Levante di Bari fino al 29 novembre.
A dispetto del quadro esterno complesso e della ridotta spinta in arrivo dal commercio mondiale, i dati sull’andamento delle Pmi evidenziano mediamente segnali di tenuta: nei primi 9 mesi del 2025 il fatturato è in aumento o stabile per 7 aziende su 10 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e circa 2 su 3 procedono coerentemente con gli obiettivi prefissati per l’anno in corso. Tre aziende su 10 si dichiarano soddisfatte dell’andamento generale, con quasi 6 su 10 mediamente soddisfatte.
Efficienza, automazione e digitalizzazione sono le tre direttrici di sviluppo dell’innovazione, seguite da personalizzazione, transizione energetica e sostenibilità.
Il quadro non è tuttavia privo di criticità. Sul fronte operativo, il portafoglio ordini rivela che circa il 30% delle aziende lo valuta adeguato o superiore alle aspettative, mentre quasi il 40% lo considera parzialmente o molto insufficiente. Guardando al futuro, circa un quarto delle aziende afferma di avere fiducia nel mercato per il biennio 2026-2027 (fiducia moderata per la metà del campione), mentre si affacciano sfide come la fine del Piano Transizione 5.0, l’introduzione di dazi e la persistente difficoltà nel reperire risorse umane adeguate.
Tra queste, la questione delle risorse umane rappresenta un fattore chiave per garantire efficienza e competitività nel manifatturiero italiano. Il settore segnala da tempo difficoltà nel trovare personale qualificato: il 40% delle aziende indica problemi di reperimento, e persistono criticità legate alle competenze (38%) e al costo del lavoro (28%). Sul fronte della digitalizzazione, tuttavia, il quadro appare più incoraggiante: 6 aziende su 10 dichiarano di aver raggiunto un buon livello di maturità digitale, un risultato coerente con gli obiettivi di innovazione e sostenibilità che il Piano Transizione 5.0 si proponeva di incentivare. Questo percorso è sostenuto dalle competenze digitali interne: oltre 8 aziende su 10 si dichiarano molto, abbastanza o mediamente soddisfatte delle competenze del proprio personale in ambito di innovazione tecnologica.









