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Pmi, il mercato della finanza alternativa torna a crescere

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La finanza alternativa torna a crescere e si conferma un tassello sempre più rilevante per il sistema produttivo italiano. Questa è l’immagine ritratta dall’ottava edizione del Quaderno di RicercaLa Finanza Alternativa per le PMI in Italia”, realizzato dal Politecnico di Milano con il supporto di Innexta, Corporate Financial Advisor del Sistema Camerale italiano, Unioncamere e Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Lo studio, presentato in occasione del Finance Day Italia 2025, fotografa un settore in ripresa dopo due anni segnati da incertezze globali e tensioni sui mercati.
La ricerca, aggiornata al 30 giugno 2025, analizza sei segmenti chiave della finanza alternativa: private debt e minibond, crowdfunding, invoice trading e piattaforme di fintech, tokenization e crypto-asset, private equity e venture capital, quotazioni in Borsa. Nonostante un contesto ancora complesso, influenzato da fattori quali l’aumento del costo del capitale per le PMI, registrato dal 2022, oppure la volatilità internazionale, il mercato continua ad attirare investitori e mostra segnali concreti di recupero, con prospettive positive per il 2026.
Tra i settori più dinamici spiccano private debt e minibond. Dopo un 2024 sottotono, il comparto mette a segno la miglior performance dal 2022. Le PMI italiane hanno emesso, nel 2024, 114 minibond per un totale di 592 milioni di euro, in calo rispetto ai 710 milioni del 2023, ma la vera inversione di tendenza arriva nei primi sei mesi del 2025: 54 emissioni per una raccolta di 333 milioni di euro, un balzo significativo rispetto ai 202 milioni raccolti nello stesso periodo dell’anno precedente. In aumento anche i volumi di raccolta e di investimento nel mondo del direct lending.
Cresce anche il venture capital: nel primo semestre 2025 gli investimenti ammontano a 454 milioni di euro distribuiti in 236 operazioni, secondo dati AIFI, Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt. Mentre il growth capital mostra una fase di debolezza, con 30 operazioni per 270 milioni, in calo rispetto ai 56 deal pari a 695 milioni di euro del 2024, tuttavia si distingue il ritorno alla crescita dell’attività dei business angel. Secondo IBAN, Italian Business Angel Network, nel 2024 gli investimenti privati hanno raggiunto 74,5 milioni di euro, quasi il doppio rispetto all’anno precedente, con forte interesse verso il settore ICT.
In costante espansione anche le piattaforme fintech, in particolare quelle dedicate alla cessione delle fatture. Nei primi mesi del 2025 i volumi risultano in aumento, confermando il ruolo strategico di questi strumenti per le PMI che necessitano di liquidità immediata. Più complesso il quadro del crowdfunding: negli ultimi dodici mesi la raccolta è diminuita del 14%, scendendo a 261 milioni di euro dai 302 milioni del periodo precedente. Nei primi sei mesi del 2025 sono stati raccolti circa 120 milioni, oltre la metà destinati a progetti immobiliari. Sulle performance hanno inciso l’entrata in vigore della regolamentazione europea ECSP e alcune delusioni sui rendimenti attesi.
Anche il mercato delle quotazioni su Euronext Growth Milan mostra un rallentamento. Per la prima volta scende il numero complessivo di società quotate, pari a 205 al 30 giugno 2025, mentre le nuove quotazioni sono contenute: solo sei nei primi sei mesi dell’anno, per una raccolta complessiva di 21 milioni di euro, ben al di sotto dei 72 milioni del primo semestre 2024.
Secondo Danilo Maiocchi, Direttore Generale di Innexta, la priorità ora è sostenere la conoscenza degli strumenti finanziari da parte delle imprese: “Dai dati emerge chiaramente quanto sia necessario intensificare l’educazione finanziaria degli imprenditori italiani, soprattutto delle piccole e medie imprese. Le opportunità di finanza complementare sono ancora poco conosciute. È un richiamo che intendiamo cogliere con grande serietà, perché da esso dipende la crescita del nostro sistema economico.”
Il Finance Day Italia ha offerto alle imprese e ai professionisti un quadro aggiornato e completo delle possibilità di accesso al mercato dei capitali, evidenziando come la finanza alternativa sia ormai un asset strategico e non più residuale per la crescita delle PMI italiane. Le condizioni macroeconomiche rimangono sfidanti, ma gli strumenti oggi disponibili risultano più maturi, più diversificati e in grado di sostenere la competitività del tessuto produttivo nazionale. La sfida per il 2026 sarà trasformare questo potenziale in sviluppo concreto.

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