Pmi e banda ultralarga: la corsa (a ostacoli) verso la Gigabit Society
Tra coperture a macchia di leopardo, investimenti pubblici e gap culturale, la transizione digitale delle piccole e medie imprese è ancora lontana dal traguardo
di Andrea Biondi
3' di lettura
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Nel cuore pulsante dell’economia italiana, le piccole e medie imprese si muovono, quanto a digitalizzazione, a una velocità che, purtroppo, non sempre è quella della luce. E mentre il rollout della fibra ottica è al centro dell’attenzione da una decina d’anni (con l’ingresso sulla scema di Open Fiber, voluto dal Governo Renzi, a fare da turning point, paradossalmente c’è il rischio che la rivoluzione tecnologica (quando dovesse completarsi) possa lasciare indietro proprio chi più avrebbe bisogno di correre.
L’infrastruttura
Negli ultimi dieci anni, l’Italia ha investito – anche grazie a cospicui fondi pubblici – nello sviluppo delle reti in fibra ottica Ftth (Fiber to the Home), l’infrastruttura chiave per realizzare quella Gigabit Society vagheggiata in sede europea. Eppure, come attestato da un lavoro congiunto di Agcom e Osservatorio Innovazione Digitale nelle Pmi della School of Management del Politecnico di Milano, se da un lato oltre il 59% delle abitazioni italiane gode oggi di copertura Ftth, solo il 49% delle Pmi può dire altrettanto. Un dato che stride con il ruolo essenziale che queste imprese svolgono nell’economia nazionale.
Il paradosso si fa più acuto se si considera che la disponibilità non equivale a utilizzo. Solo poco più del 20% delle PMI italiane ha adottato connessioni da almeno 1 Gbps. Il rame, reliquia delle reti telefoniche del passato, è ancora troppo presente, mentre la fibra – veloce, stabile, a bassa latenza – fatica a entrare davvero nei processi aziendali.
I ritardi nei territori
Lo studio congiunto di Agcom e Politecnico di Milano mostra poi una situazione si complica ulteriormente sul piano territoriale. L’Italia delle Pmi digitali appare così un mosaico disomogeneo. Prato, Milano, Genova e Trieste brillano come modelli virtuosi, con percentuali di copertura Ftth superiori al 70%. All’estremo opposto troviamo Oristano, Sud Sardegna e Bolzano, dove la banda larga è ancora una chimera e le connessioni arrancano sotto i 30 Mbit/s.
Ma non è (solo) una questione geografica, né una semplificazione Nord-Sud. Se da un lato regioni come Lombardia, Lazio e Campania – con forte densità imprenditoriale – vantano buoni livelli di copertura (oltre il 58%), anche realtà come Molise e Sicilia si distinguono positivamente. Al contrario, regioni come la Valle d’Aosta, le Marche e la Basilicata restano in fondo alla classifica.


