Rischia di perdere di competitività il distretto pesarese dell’arredamento, uno dei più importanti a livello nazionale, soprattutto per la produzione di cucine, con oltre 700 aziende operative e 7mila addetti tra produzione, componentistica e servizi collegati. Ciò che rappresentava la sua forza principale, la forte vocazione all’internazionalizzazione, che nel 2025 è valso la metà dei 700 milioni di fatturato, sta segnando il passo: la flessione è significativa (-7,5% nel 2025, pari a un valore di 310 milioni), perché risente delle tensioni geopolitiche che si stanno protraendo nel tempo, si accompagna al ciclo negativo del mercato immobiliare in diversi Paesi europei e si alimenta con la frammentazione e una generale piccola dimensione delle aziende (il 67% con meno di dieci addetti). «Dobbiamo affrontare uno scenario complesso e incerto – spiega Lorena Fulgini, presidente del Gruppo Arredo di Confindustria Marche e ceo di ArredoClassic, l’azienda di famiglia -. Come sistema delle imprese ci stiamo muovendo in modo coordinato, insieme a Federlegno e alla Regione Marche, per costruire azioni di politica industriale mirate, in grado di rafforzare la competitività internazionale del comparto».
Il momento è delicato anche per il vicino distretto forlivese degli imbottiti, dopo anni di forte espansione. Una filiera verticale che si ramifica sul territorio (le distanze di approvvigionamento sono pari mediamente a 89,6 km rispetto agli oltre 110 della media italiana, ndr), forte di oltre 300 aziende e quasi 4mila addetti: le big possono far conto su una fitta rete di aziende terziste di piccola e piccolissima dimensione, ma altamente specializzate, che funziona in Paesi come Usa, Germania, Emirati Arabi Uniti e Kuwait.
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Resilienza e innovazione sono le parole chiave, che passano anche attraverso l’attività del Cosmob di Pesaro, il centro tecnologico specializzato nel settore legno-arredo, che accompagna le imprese verso standard produttivi idonei a competere sui mercati europei e globali, promuovendo conformità, tracciabilità e responsabilità ambientale.
Invecchiare è diventato qualcosa da prevenire, rallentare e correggere. Botox, filler e lifting raccontano una società sempre più ossessionata dalla giovinezza.