Crans-Montana, il capo dei vigili del fuoco: in pochi impossibile fare tutti i controlli
Una verifica del 2023 aveva mostrato “gravi carenze” sicurezza Comune. Intanto i Pm di Roma disporrà maxi consulenza medico legale su Crans-Montana
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In caserma erano “in pochi, il lavoro era tanto” in quanto avevano “tre comuni da gestire” e quindi “non riuscivamo” a effettuare tutte le verifiche necessarie. Anche se a lui e alla sua squadra non spettava controllare “i materiali”, cosa che toccava ai “responsabili della sicurezza” comunali.
Così David Vocat, il capo dei vigili del fuoco di Crans-Montana, convocato ieri come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Sion sulla tragedia di Capodanno a Le Constellation, in cui sono morti 41 persone soprattutto ragazzi e 115 sono rimasti feriti.
Da quanto è trapelato, Vocat ha evidenziato le difficoltà incontrate per via della carenza di risorse. Anche se per la notte di San Silvestro avevano “allestito un team per la gestione dei botti. Quindici persone in caserma e alcune in giro”. Riguardo a Le Constellation, ha raccontato che, quando è arrivato, “c’era tanto fumo e feriti ovunque, come in guerra. Il mio pensiero va alle vittime e alle loro famiglie”.
Crans-Montana, oggi interrogatorio per il capo dei vigili del fuoco
Questa mattina (ieri. ndr) alla stazione di polizia di Sion, nel Canton Vallese, dove il capo dei vigili del fuoco di Crans-Montana, David Vocat ha iniziato l’interrogatorio come testimone sull’incendio di Capodanno in Svizzera, in cui sono morte 41 persone. Secondo quanto riferito dal proprietario del bar Jacques Moretti, anche Vocat era presente durante il controllo delle misure di sicurezza e di prevenzione degli incendi, svoltosi nel gennaio 2018.
Gli avvocati delle parti civili ritengono questa udienza molto importante dopo le rivelazioni dell’emittente televisiva svizzera Rts, che afferma l’esistenza di una verifica del 2023 che segnala gravi carenze nella sicurezza antincendio del comune.








