Strage

Crans-Montana, il capo dei vigili del fuoco: in pochi impossibile fare tutti i controlli

Una verifica del 2023 aveva mostrato “gravi carenze” sicurezza Comune. Intanto i Pm di Roma disporrà maxi consulenza medico legale su Crans-Montana

aggiornato il 17 febbraio 2026 alle 8:05

epa12731184 Cameramen e fotografi riprendono l'ingresso dell'edificio dove il 12 febbraio si è svolta l'udienza davanti al procuratore generale del cantone del Vallese dei proprietari del bar "Le Constellation" di Crans-Montana. I proprietari del bar Le Constellation sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali e incendio doloso, tutti per negligenza. L'ambito dell'indagine si è esteso oltre i proprietari per includere i funzionari locali responsabili della sicurezza.  EPA/ALESSANDRO DELLA VALLE

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

In caserma erano “in pochi, il lavoro era tanto” in quanto avevano “tre comuni da gestire” e quindi “non riuscivamo” a effettuare tutte le verifiche necessarie. Anche se a lui e alla sua squadra non spettava controllare “i materiali”, cosa che toccava ai “responsabili della sicurezza” comunali.

Così David Vocat, il capo dei vigili del fuoco di Crans-Montana, convocato ieri come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Sion sulla tragedia di Capodanno a Le Constellation, in cui sono morti 41 persone soprattutto ragazzi e 115 sono rimasti feriti.

Loading...

Da quanto è trapelato, Vocat ha evidenziato le difficoltà incontrate per via della carenza di risorse. Anche se per la notte di San Silvestro avevano “allestito un team per la gestione dei botti. Quindici persone in caserma e alcune in giro”. Riguardo a Le Constellation, ha raccontato che, quando è arrivato, “c’era tanto fumo e feriti ovunque, come in guerra. Il mio pensiero va alle vittime e alle loro famiglie”.

Crans-Montana, oggi interrogatorio per il capo dei vigili del fuoco

Questa mattina (ieri. ndr) alla stazione di polizia di Sion, nel Canton Vallese, dove il capo dei vigili del fuoco di Crans-Montana, David Vocat ha iniziato l’interrogatorio come testimone sull’incendio di Capodanno in Svizzera, in cui sono morte 41 persone. Secondo quanto riferito dal proprietario del bar Jacques Moretti, anche Vocat era presente durante il controllo delle misure di sicurezza e di prevenzione degli incendi, svoltosi nel gennaio 2018.

Gli avvocati delle parti civili ritengono questa udienza molto importante dopo le rivelazioni dell’emittente televisiva svizzera Rts, che afferma l’esistenza di una verifica del 2023 che segnala gravi carenze nella sicurezza antincendio del comune.

“Per ora, abbiamo sentito molte persone per un mese e mezzo. Avevamo grandi aspettative e siamo sempre rimasti delusi. Abbiamo addetti alla sicurezza, uno dei quali ritiene di avere solo una responsabilità morale. Dopo 41 morti e diverse centinaia di feriti, è un po’ poco”, spiega Alain Viscolo, avvocato di due vittime.

Riguardo all’esistenza di un rapporto del 2023 rivelato domenica da Rts: “Sono sorpreso che questo rapporto venga pubblicato solo un mese e mezzo dopo l’inizio degli eventi, soprattutto perché il comune ci ha detto che stava collaborando con il sistema giudiziario per scoprire la verità. Purtroppo, mi rendo conto che non è così. Sapete, mi limiterò a concludere che al giorno d’oggi ci sono molti reati che comportano negligenza. È possibile che il termine ’negligenza’ venga sostituito da altri termini nell’articolo 11 del Codice Penale, con pene appropriate e molto più severe”, ha aggiunto Viscolo.

Pm Roma disporrà maxi consulenza medico legale su Crans-Montana

I pm di Roma disporranno una maxi consulenza medico legale in riferimento alle vittime italiane della strage di Crans-Montana che ha provocato 41 morti. I magistrati di piazzale Clodio, che hanno aperto un fascicolo di indagine per disastro e omicidio colposo, acquisiranno tutta la documentazione medica sugli italiani coinvolti nell’incendio per affidarla a consulenti per un lavoro ad ampio spettro.

Sul fronte dell’indagine, in base a quanto si apprende, sono in corso da alcuni giorni le audizioni dei feriti affidate alla Squadra Mobile ed è stato disposto anche il sequestro dei telefoni cellulari per verificare la presenza di foto o video della tragica notte che possano fornire elementi utili a ricostruire la dinamica dei fatti.

È previsto inoltre un incontro in Svizzera con i magistrati locali per fare il punto e coordinare le indagini.

Operaio: Moretti rifiutò schiuma ignifuga

Il proprietario del bar Le Constellation di Crans-Montana, Jacques Moretti, nel 2015 si rifiutò di installare della schiuma ignifuga nel locale ’’per questioni di bilancio’’.

Lo scrive in esclusiva Le Figaro (articolo di Esther Paolini et Clara Hidalgo) mentre continua l’indagine sul rogo di Capodanno costato la vita a 41 persone, tra cui sei italianǝ: Giovanni Tamburi; Achille Barosi; Emanuele Galeppini; Chiara Costanzo; Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti.

Il giornale fa riferimento a una e-mail inviata alla polizia cantonale tre giorni dopo l’incendio, nella quale il professionista che ha fornito l’arredamento per Le Constellation ha sottolineato che nel 2015 il bar “non avrebbe potuto rispettare gli standard di sicurezza antincendio”. L’uomo ha spiegato che, durante i lavori di ristrutturazione, ha riscontrato irregolarità in materia di sicurezza.

L’uomo non è mai stato interrogato dai magistrati incaricati di condurre l’inchiesta.

Si tratta di una testimonianza “cruciale”, secondo l’avvocato che rappresenta le vittime e che era nelle mani della polizia svizzera dal 3 gennaio, tre giorni dopo la tragedia.

Un “operaio” ha contattato la polizia municipale e cantonale, sostenendo di aver fatto realizzare mobili per Jacques Moretti nel 2015, durante i lavori di ristrutturazione per l’apertura del bar Le Constellation.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti