Più Ztl, autovelox, 30 km orari: crescono i poteri dei Comuni - Meno vincoli di sicurezza su ponti e gallerie
Anche gli addetti ai rifiuti potranno multare le auto che intralciano il loro lavoro. Per Regioni e Province meno responsabilità su ponti, cavalcavia e tunnel, rispetto ai gestori di strade e autostrade; ferrovie fuori dal sistema dei controlli
di Maurizio Caprino
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Hanno vinto gli enti locali. Valutando politicamente la mini-riforma del Codice spuntata in fase di conversione del decreto Semplificazioni (Dl 76/2020, articolo 49), emerge che i Comuni hanno più possibilità di incidere su traffico (Ztl con meno vincoli, più poteri agli ausiliari della sosta e nuovi spazi destinabili a bici e monopattini) e sicurezza (autovelox fissi anche in città), facendo anche più cassa.
E le Province vengono sgravate da più di una responsabilità su viadotti, cavalcavia e gallerie, che di fatto non riescono a gestire per mancanza di fondi. Ci sono anche novità “neutre”, come l’abrogazione dei ricorsi gerarchici al Mit sulla segnaletica (dovrebbe però essere possibile presentarli alla Prefettura) e l’inclusione del noleggio a lungo termine tra le modalità di acquisizione dei veicoli da parte di chi chiede licenze taxi e autorizzazioni per noleggio con conducente (Ncc).
Ztl e centri storici
Abrogato il Dpr 250/1999, che obbligava i Comuni a farsi approvare dal ministero delle Infrastrutture (Mit) scelta e posizionamento delle telecamere da usare per rilevare gli ingressi non autorizzati. Il Mit, che era in difficoltà nello smaltire le richieste di autorizzazione, dovrà emanare un Dm con nuove regole, che dovrebbero essere meno stringenti. Rischiando di dare meno garanzie agli utenti, che già finora sono stati non di rado disorientati da segnaletiche confuse.
Si vedrà se nel Dm verranno “travasate” anche le linee guida fissate in una nota (che quindi non ha un vero e proprio valore giuridico vincolante) del 28 giugno 2019 su segnaletica, delimitazione e altri aspetti delle Ztl.
Mobilità “dolce”
I nuovi strumenti per incentivare la “mobilità dolce” (fondamentalmente quella con bici, e-bike e monopattini elettrici, anche se forse su questi ultimi servirà qualche circolare ministeriale) penalizzando quella a motore sono ordinanze del sindaco con cui si può istituire il doppio senso ciclabile (bici in contromano) su strade urbane con limite di velocità di 30 km/h o parti di Ztl e individuare «strade urbane ciclabili» (sempre a 30 km/h) su cui le bici hanno la precedenza.


