Banga (World Bank): «Jobs for young people is the best way to eliminate poverty in developing countries»
di Gianluca Di Donfrancesco
di Vera Viola
3' di lettura
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Sono più di tremila le aziende campane che hanno i requisiti per candidarsi al “Garanzia Campania Bond”, il programma di Basket Bond promosso da Sviluppo Campania e coordinato da Mediocredito Centrale e Banca Finint.
Le conta lo studio realizzato da VVA Debt & Grant, società che si occupa di finanza strutturata agevolata, guidata da Claudio Calvani, in collaborazione con il think tank Competere.EU. Dallo studio, realizzato sui bilanci delle società con sede legale in Campania che singolarmente sono considerabili Pmi e hanno depositato il bilancio d’esercizio 2021 con un fatturato di almeno 1 milione e un Ebitda superiore a 500mila, emerge che sono 1.812 le aziende candidabili della provincia di Napoli, 639 in provincia di Salerno, 345 di Caserta, 119 di Avellino, 95 di Benevento.
«Si tratta di numeri consistenti, ma – avverte lo studio – in realtà oggi solo pochissime aziende conoscono lo strumento messo in piedi dalla Regione Campania sebbene sia alla seconda edizione e nonostante il grande lavoro di Sviluppo Campania e di Elite- Borsa Italiana nell’avvicinarle allo strumento».
Veniamo ai requisiti. Possono candidarsi le Pmi che hanno almeno una sede operativa nella Regione Campania o si impegnano a costituirla entro la data di ammissione al portafoglio; hanno un rating valido rilasciato da una Agenzia ECAI, almeno pari a BB- sulla scala Standard & Poor's (o equivalente). Per le Pmi non ancora in possesso di un valido Rating BB-, è possibile partecipare allorché dimostrino al momento della manifestazione di interesse altri requisiti. Ebbene, delle società individuate, 879 possono manifestare interesse al programma anche se non dotate del rating richiesto, mentre 2.131 (non possedendo tutti i requisiti richiesti e in molti casi avendo un fatturato più basso della soglia minima di 10 milioni) se volessero manifestare interesse al programma, avrebbero bisogno prima di ottenere un rating creditizio da parte di un’Agenzia Ecai.
Le piccole e medie imprese italiane ed in particolare quelle meridionali hanno iniziato ad approcciarsi solo negli ultimi anni alla finanza alternativa, mercato dei capitali diverso da quello tradizionale e con maggiore complessità. Sviluppo Campania per facilitare l’accesso delle piccole medie imprese alla finanza alternativa, nella nuova edizione, ha previsto un contributo a fondo perduto pari al 50% dei costi una tantum legati ad arranger e agenzia di rating.