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Samsung: ecco Galaxy Z Fold7 e Flip7, le novità dei pieghevoli più sottili e leggeri

Presentati a New York I telefonini Galaxy Z Fold7, Galaxy Z Flip7 e Galaxy Watch8. Il colosso coreano è leader tecnologico dei foldable ma i prezzi non scendono

di Luca Tremolada

4' di lettura

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Più sottili, più leggeri ma il prezzo non scende come dovrebbe. Samsung torna sul palco per il Galaxy Unpacked per confermare la sua strategia sui dispositivi pieghevoli e intelligenza artificiale. Il momento non è dei migliori: nel trimestre che si è chiuso a giugno gli utili di Samsung sono diminuiti per la prima volta dal 2023, riflettendo le crescenti perdite di quote di mercato che offuscano le prospettive del produttore di chip di memoria nell’era dell’intelligenza artificiale.

A New York hanno presentato i nuovi modelli Galaxy Z Fold7, Galaxy Z Flip7 e un modello della serie FE (più economico) e l’orologio Galaxy Watch8. Sul segmento del foldable, costosi ma ad alti margini, i coreani puntano per sostenere ulteriormente la divisione mobile anche se pesano le incertezze legati ai dazi. Ma la strategia per ora non cambia: device più sottili e leggeri, AI integrata a livello di sistema e un’attenzione particolare al segmento premium, che è quello più di nicchia ma con margini più alti. L’indicazione del mercato era quella di avere dispositivi più maneggevoli e comodi da tenere in tasca: è considerato un passo fondamentale per attrarre un pubblico più vasto. E su questo punto la missione può considerarsi compiuta. In particolare, il Galaxy Fold7 perde il pennino ma guadagna in millimetri. Ora sembrano davvero due Samsung Galaxy S24 Ultra sovrapposti.

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Le novità di Galaxy Unpacked 2025

Partiamo dal Galaxy Z Fold7: nella versione più economica, quella da 12GB + 256GB, il prezzo consigliato è di 2.199 euro. Si parte da qui. Contiamo però che è il più evoluto e avanzato. Pesa soli 215 grammi e ha uno spessore di 8,9 mm da chiuso. Lo abbiamo «toccato» durante un’anteprima a Milano e si ha davvero la sensazione di avere in tasca un normale smartphone. Il display interno Dynamic AMOLED 2X cresce fino a 8 pollici, migliorando dell’11% rispetto alla versione precedente. La novità hardware principale riguarda la fotocamera ultra-grandangolare da 200MP, la prima su un Galaxy Z, supportata dal nuovo processore Snapdragon 8 Elite, che incrementa del 41% le performance AI rispetto al passato.

Quindi migliora l’hardware ma soprattutto il design. Siamo ufficialmente usciti dalla fase prototipale. A questo punto Samsung ha davvero uno smartphone pieghevole che nessuno ha. Ma la scommessa è quella di trasformare i pieghevoli da una nicchia costosa a un pilastro dei ricavi, giustificando gli ingenti investimenti iniziali e mantenendo margini di profitto adeguati nonostante la pressione competitiva.

La corsa sui flip phone è la più interessante

È il segmento dove c’è più concorrenza e dove c’è più mercato. I flip phone sono telefoni che si piegano a metà grazie a una cerniera. Ricordano quelli a conchiglia ma, chiusi, sono piccolini e stanno dappertutto. Da qui le ragioni del loro successo. Galaxy Z Flip7 segue l’esempio di Motorola e aumenta il display esterno. In pratica conserva il formato compatto tascabile (13,7 mm da chiuso) introducendo però la FlexWindow da 4,1 pollici completamente rinnovata, ora utilizzabile da bordo a bordo.

La batteria arriva a 4.300 mAh, garantendo fino a 31 ore di autonomia in riproduzione video. Il telefono che abbiamo visto dal vivo è davvero elegante, ad oggi è lo standard dei foldable. Il processore Exynos 2500 e l’integrazione di Samsung DeX poi trasformano il dispositivo in una postazione di lavoro portatile, segno dell’intenzione di Samsung di intercettare anche la domanda professionale con un pieghevole più accessibile.

I prezzi partono da 1279 euro (versione da 12GB + 256GB) mentre la versione Fe è 200 euro circa più economica.

E ora gli orologi intelligenti

Sul fronte wearable, Galaxy Watch8 e Watch8 Classic confermano il cushion design derivato da Galaxy Watch Ultra, riducendo ulteriormente lo spessore (-11%) e migliorando il comfort grazie al sistema Dynamic Lug. Tra le innovazioni tecniche spiccano il sensore BioActive per un monitoraggio avanzato della salute e la luminosità di picco del display (fino a 3.000 nit), fondamentale per l’utilizzo all’aperto. Si aggiunge inoltre l’introduzione dell’Antioxidant Index, per misurare i livelli di carotenoidi e migliorare le abitudini quotidiane.

Infine, il ruolo dell’Ai per i coreani

Lo lasciamo per ultimo perché ormai sappiamo che la differenza in questo mercato la farà l’AI, anche se non è ancora matura al punto da entrare negli smartphone diventando l’assistente universale alla Jarvis che tutti si aspettano. La scelta di Samsung è quella di puntare sull’integrazione della piattaforma Gemini Live sui nuovi dispositivi, capace di gestire interazioni multimodali avanzate tramite schermo, voce e fotocamera. Funzioni come «Cerchia e Cerca» e la condivisione intelligente dello schermo sono arrivate prima sui dispositivi dei coreani, forti della loro partnership di lunga data con Google.

Al tempo stesso, però, Galaxy AI, la suite di AI proprietaria di Samsung, continua a crescere a piccoli passi, si integra offline allo smartphone per fornire servizi esclusivi. Google oggi possiede il sistema operativo dei telefonini Samsung (Android), è uno dei principali AI provider del globo e ha anche una linea di smartphone (Google Pixel) che stanno crescendo a vista d’occhio. Per i coreani, l’alleanza con Google serve per competere con Apple (anche se Cupertino non sembra credere nei foldable) ma a tendere dovrà alimentarsi anche di servizi e applicazioni proprietari. Anche per prendere le distanze dagli telefonini cinesi, che ad oggi sono i veri grandi concorrenti per i conti di Sansung.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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