Più rapido l’ingresso diretto nel mercato dopo il tirocinio
La revisione prevista dalla legge di Bilancio per il 2022 su limiti, indennità e durata non è mai stata attuata
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È difficile ricondurre il calo dei tirocini extra-curriculari in Italia a una sola causa. La normativa, anzitutto, sembra aver avuto un ruolo limitato considerando che l’iniziativa più significativa è stato l’annuncio, nella legge di Bilancio per il 2022, di una importante revisione della loro regolazione, che non è però mai avvenuta. Si prevedeva, infatti, che Governo e Regioni definissero entro 180 giorni nuove linee guida comuni, intervenendo su indennità, durata, limiti numerici, certificazione delle competenze, contingentamento delle nuove attivazioni rispetto alle assunzioni effettuate e contrasto agli abusi. A oltre quattro anni di distanza quelle linee guida non sono state approvate e continuano quindi a trovare applicazione, salvo gli interventi delle singole Regioni, le discipline regionali costruite sulla base delle linee guida del 2017.
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Alcune disposizioni della legge di Bilancio sono entrate immediatamente in vigore, soprattutto quelle dirette a contrastare l’utilizzo fraudolento del tirocinio, ma non siamo di fronte a un cambiamento normativo tale da spiegare una riduzione di queste dimensioni.
Le ragioni del calo sembrano quindi soprattutto economiche e legate al mercato del lavoro e alle sue dinamiche. Il tirocinio extracurriculare aveva conosciuto una forte espansione, anche incentivata, negli anni caratterizzati da elevata disoccupazione giovanile e da una domanda di lavoro debole. In quel contesto poteva essere utilizzato dalle imprese come lungo canale di selezione prima dell’assunzione e, nei casi peggiori, come sostituto a basso costo di un vero rapporto di lavoro.
Negli ultimi anni il quadro è cambiato. La riduzione della disoccupazione e la crescente difficoltà delle imprese nel trovare lavoratori, soprattutto giovani con determinate competenze, hanno modificato i rapporti di forza sul mercato. Quando i candidati sono pochi, per un’impresa diventa più difficile proporre diversi mesi di tirocinio prima di un contratto e per attrarre una persona può essere necessario assumerla direttamente o accorciare il percorso che conduce all’assunzione. È plausibile che una parte della riduzione dei tirocini derivi proprio da questa sostituzione.
Conta anche il progressivo ridimensionamento della spinta proveniente dalle politiche pubbliche. Negli anni di Garanzia Giovani il tirocinio era diventato uno dei principali strumenti utilizzati per l’attivazione dei giovani, compresi molti Neet. Con il passaggio alle nuove politiche attive, e in particolare al programma Gol, l’attenzione si è distribuita maggiormente tra formazione, riqualificazione, accompagnamento al lavoro e altri strumenti. Il tirocinio resta presente, ma ha perso parte della centralità quantitativa che aveva avuto nella precedente stagione delle politiche giovanili.







