Più ibrido e meno elettrico: la carlist adesso si normalizza
I modelli a batteria non conquistano le flotte tra resistenze degli utenti e difficoltà di gestione Le preferenze vanno alle vetture ibride la cui offerta sta crescendo o con motori termici tradizionali
3' di lettura
3' di lettura
Ritorno alla normalità. Non è una citazione post pandemica ma quello che sta succedendo nel mondo delle flotte. Perché se il 100% elettrico sembrava pronto ad avere la meglio nelle car list, nella vita reale cilindri e pistoni continuano ad essere preferiti agli ioni di litio. Nessun attaccamento alle tradizioni ma, per ora, una vittoria sul campo di modelli tradizionali, ibridi e plug-in hybrid. Il motivo? Diversi, a partire da come l’elettrico trovi molte resistenze in un utente professionale abituato a macinare centinaia di chilometri giornalmente senza avere il tempo di allungare l’agenda per trovare uno spazio per la ricarica. Criticità anche per chi si ritrova assegnata un’auto Bev (Battery Electric Vehicle) e non dispone di un box a casa o di una colonnina libera al lavoro, preferendo così un modello si elettrificato ma con il “salvagente” del serbatoio di benzina.
Tra le novità elettrificate in arrivo non manca la nuova Audi A3 Allstreet, versione “suvvizzata” della popolare compatta dei quattro anelli. Più alta da terra di 30 millimetri e caratterizzata da una dettagli estetici dedicati, è disponibile in versione benzina 1.5 mild hybrid 35 Tfsi o diesel 35 Tdi entrambe da 150 cavalli con cambio a doppia frizione. Entro la fine dell’anno arriverà una versione plug-in. Completa la dotazione, tra accessori di serie e optional, dove non mancano fari led Matrix, display touch da 10.1 pollici, compatibilità con Apple CarPlay, Android Auto e assistente vocale Alexa.
Restando nel gruppo Volkswagen tanti i debutti attesi dai fleet manager, a partire dalle nuove Volkswagen Tiguan e Passat e Skoda Kodiaq e Superb. Per tutti i modelli l’offerta è molto simile, con motorizzazioni diesel tradizionali a cui si abbinano unità a benzina mild hybrid e ibride plug-in quest’ultime con oltre 100 chilometri percorribili grazie al solo motore elettrico. Per ora nessuna versione plug-in ma un efficiente full hybrid per la Hyundai Santa Fe, arrivata alla quinta generazione. Il modello è completamente nuovo a partire dallo stile squadrato fino agli interni connessi caratterizzati dal doppio schermo da 12,3 pollici l’uno per il quadro strumenti digitale e per il sistema di infotainment. Proposta in versione 7 posti e trazione anteriore o integrale.
Nelle car list delle flotte si preparano ad entrare nuovi marchi per il mercato italiano come la cinese Omoda, brand del mega gruppo Chery, con alimentazioni tradizionali come la Omoda 5 spinta da un quattro cilindri turbo benzina da 197 cavalli abbinato ad un cambio a doppia frizione a 7 marce.
L’alimentazione ibrida è proposta anche sulla Alfa Romeo Junior, primo suv compatto del marchio del Biscione battezzato originariamente Milano. Spinta dal turbo benzina 1.2 tre cilindri con ibridizzazione a 48 volt, abbina dimensioni compatte ad uno stile ricercato e contenuti premium partendo da una buona dotazione di dispositivi Adas. Proprio la Junior è proposta in versione totalmente elettrica, con oltre 400 chilometri di autonomia e un pacchetto tecnico affidabile e testato per centinaia di migliaia di chilometri; condivide, infatti la piattaforma e-cmp e il pacchetto motore-batteria con un lungo elenco di modelli elettrici Stellantis tra cui Peugeot 2008, Fiat 600 e la nuova Opel Frontera. Nonostante il richiamo al fuoristrada anni 90, la Frontera del nuovo millennio è un suv compatto a zero emissioni con un’autonomia di circa 400 chilometri e uno spazio interno adatto a tutta la famiglia.



