Più eventi, anche al Nord vicino alle città:pesa l’incuria
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«Amumenta il numero di incendi, sempre più frequenti anche in periodi che non ci aspettavamo, e anche nelle regioni del Nord». Questi in sintesi i trend rilevati da Daniele Tittoni, primo dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, da anni impegnato nella lotta attiva contro gli incendi boschivi.
Chiedilo al Sole
Aumenta la frequenza degli eventi? I dati del sistema di monitoraggio europeo Effis registrano solo gli eventi superiori a 5 ettari di superficie. Ma per noi ogni incendio, anche piccolo, richiede un intervento. Dal punto di vista operativo non c’è differenza. Dieci piccoli incendi sono dieci volte tanto, rispetto a un solo incendio grande anche se quest’ultimo richiede sforzi maggiori. E il numero di piccoli incendi è diventato elevatissimo.
Quali sono i numeri? Le nostre unità sono 33mila su scala nazionale. Solo in Calabria ne gestiamo 1.670 e nel periodo estivo, grazie agli straordinari e ai doppi turni, ne mettiamo in campo 105 in più. A fronte però di 9.953 incendi rilevati nella regione nel 2025.
Quali sono le superfici più interessate? Il 15-16% delle superfici bruciate ospitano vegetazione boschiva. Per lo più si tratta di zone incolte o di margine, argini stradali o vegetazione non curata. Al di là dei casi dolosi, a volte causati da una gestione erronea della “pulizia” dei terreni, a causare l’aumento degli incendi è sicuramente l’innalzamento delle temperature negli ultimi anni. Rileva l’umidità nell’aria e nella vegetazione, così come la scarsa piovosità nei mesi primaverili, ma non solo.
In che senso? Il sensibile abbandono delle zone rurali e lo spopolamento del Sud cambia il volto dei territori e li rende incolti. Terreni che fino a qualche anno fa non erano forestali, oggi non vedono più l’intervento dell’uomo e questa incuria aumenta le superfici a rischio incendi.







