L’intervista

Più controlli in agricoltura e indagini innovative contro il caporalato digitale

Danilo Papa (Direttore Ispettorato nazionale del lavoro): La decurtazione dei punti della patente a crediti se ci sono lavoratori in nero è un forte deterrente

DANILO PAPA DIRETTORE INL IMAGOECONOMICA

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Aumento del numero degli ispettori, rafforzamento dei controlli in agricoltura nei mesi estivi e tecniche innovative per contrastare il caporalato digitale. Sono le linee guida sulle verifiche dei prossimi mesi tracciate dal direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro Danilo Papa.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Direttore, quale effetto hanno prodotto i concorsi avviati per rinforzare il contingente degli ispettori tecnici, cioè quelli adibiti ai controlli sul campo, per la sicurezza nei luoghi di lavoro?

Loading...

Negli ultimi anni il rafforzamento dell’attività ispettiva è stato accompagnato da un significativo incremento delle risorse umane. I 949 ispettori tecnici che si contano alla fine del 2025 costituiscono un numero già in sensibile crescita rispetto agli anni precedenti: nel 2021 erano 240. A questi si aggiungono ulteriori unità già assunte o da assumere nei prossimi mesi. Il concorso per 750 nuovi ispettori tecnici ha già consentito di immettere ulteriori 260 unità e in futuro contiamo di riuscire ad assumere gli altri 490. Il corpo ispettivo è destinato a crescere ancora grazie alla previsione, contenuta nel Dl 159/2025, di ulteriori 300 ispettori e 100 carabinieri. Infine, in seguito al ripristino dei ruoli ispettivi di Inps e Inail, l’articolo 2-ter del Dl 63/2024 prevede l’immissione di circa 500 unità ispettive.

Quale impatto ha avuto l’introduzione della patente a crediti per i cantieri?

Sulla patente a crediti, il dato più interessante è che molte imprese già operative hanno scelto di regolarizzarsi prima di presentare la domanda. In altre parole, la patente ha innescato un meccanismo virtuoso di autoregolazione, inducendo le imprese a verificare e adeguare la propria posizione in via preventiva. Questo conferma che lo strumento non è solo un presidio sanzionatorio, ma anche un efficace incentivo alla compliance spontanea. Inoltre, la novità introdotta con il Dl 159/2025, che prevede la decurtazione dei crediti nell’immediatezza a fronte della presenza di lavoratori “in nero”, costituisce un forte deterrente a questo tipo di fenomeni, favorendo l’emersione e la regolarizzazione spontanea di situazioni irregolari.

Gli infortuni sul lavoro denunciati all’Inail nel 2025 sono stati 597.710, in aumento dell’1,4% rispetto all’anno precedente. E quelli mortali sono ancora oltre mille all’anno. Quali sono le azioni messe in campo per invertire questa tendenza?

Il tema infortunistico resta centrale e richiede un approccio integrato. Nel leggere i dati, tuttavia, è necessario considerarne correttamente il contesto: l’aumento degli infortuni in valore assoluto si colloca a fronte di una crescita significativa della platea degli occupati, che comporta una riduzione dell’incidenza infortunistica. Ciò non attenua in alcun modo la rilevanza del fenomeno: ogni infortunio rappresenta una persona e la sua rete di relazioni. Ma aiuta a interpretare correttamente i dati e a calibrare misure di prevenzione più efficaci. L’azione dell’Ispettorato si sviluppa su più direttrici. Da un lato, è stato rafforzato il volume dei controlli nei settori più esposti, come edilizia, agricoltura e industria, che nel 2025 registrano ulteriori incrementi delle ispezioni. Dall’altro, l’attività è sempre più orientata in chiave preventiva e mirata, attraverso l’analisi del rischio e l’integrazione delle banche dati di Inl, Inps e Inail, che oggi possono contare anche sulle informazioni contenute nel Portale nazionale del sommerso, nel quale confluiscono anche le risultanze ispettive del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro e della Guardia di finanza. Per il 2026 la programmazione prevede un ulteriore rafforzamento dei controlli nei comparti a più alta incidenza di infortuni, con verifiche sulle principali cause di rischio: attrezzature, organizzazione del lavoro, appalti e subappalti.

Le filiere della moda, il lavoro tramite piattaforme digitali e l’agricoltura sembrano quelle dove più spesso si registrano casi di sfruttamento dei lavoratori, anche in ragione degli appalti. Quali le azioni in questi settori?

L’Ispettorato ha progressivamente rafforzato la propria azione nei settori più esposti. In agricoltura, nel 2025 c’è stato un incremento delle ispezioni del 13,5%, in una strategia strutturata di contrasto al lavoro sommerso e al caporalato. Abbiamo avviato per i mesi estivi una implementazione dell’attività di vigilanza in agricoltura, a partire dal mese di giugno. Per quanto riguarda le filiere produttive complesse, come quella della moda, l’attenzione è rivolta soprattutto ad appalti e subappalti e alla corretta ricostruzione dei rapporti di lavoro lungo la filiera. Si tratta di interventi spesso complessi e articolati, che consentono di aggredire fenomeni di sfruttamento lavorativo e intermediazione illecita con strumenti investigativi più incisivi rispetto ai controlli ordinari. In questo ambito, la collaborazione con l’Autorità giudiziaria si traduce in operazioni di alto profilo, sviluppate anche al servizio di importanti uffici giudiziari, come nel caso della Procura di Milano, contribuendo a rafforzare l’efficacia complessiva del sistema di contrasto. Sul versante delle piattaforme digitali, la programmazione 2026 prevede un rafforzamento degli interventi sul cosiddetto “caporalato digitale”, attraverso strumenti di analisi avanzata e tecniche ispettive innovative, adeguate a intercettare forme di lavoro irregolare meno visibili ma in forte espansione.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti