Pirelli: il futuro dei pneumatici corre sui dati tra intelligenza artificiale e virtualizzazione
La casa italiana trasforma il pneumatico in un oggetto digitale. Grazie ai “gemelli virtuali”, all’IA applicata alle mescole e a sensori intelligenti che dialogano con l’auto.
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Nel settore automotive, l’innovazione non passa più solo attraverso la meccanica, ma si sposta sempre più verso l’immateriale: i dati. Pirelli, unico produttore globale focalizzato esclusivamente sul segmento consumer (auto, moto e bici), ha intrapreso una trasformazione radicale che vede nella virtualizzazione e nell’Intelligenza Artificiale il cuore pulsante della propria strategia di alta gamma.
Negli ultimi dieci anni, il processo di progettazione di Pirelli è passato dalla creazione di infiniti prototipi fisici a un ecosistema completamente digitale. Il protagonista di questa rivoluzione è il Digital Twin, o gemello digitale: un modello matematico sofisticatissimo che replica fedelmente il comportamento del pneumatico.
Progettare digitalmente una gomma è una sfida tecnica estrema, poiché si lavora su un oggetto che può deformarsi fino al 300% e le cui prestazioni variano drasticamente in base alla temperatura (da 0° a 100°C). Oggi, Pirelli è in grado di simulare non solo la tenuta di strada, ma anche il comfort acustico (NVH) e le prestazioni su fondi difficili come fango e neve, riducendo tempi e costi di sviluppo. In questo scenario, la Formula 1 funge da laboratorio accelerato, trasferendo le tecnologie virtuali dalle piste alle strade di tutti i giorni.
Se la virtualizzazione è ormai consolidata, la nuova frontiera si chiama Intelligenza Artificiale. Pirelli ha introdotto il Virtual Compounder, un sistema ispirato all’industria farmaceutica che utilizza l’IA per analizzare decenni di dati storici e suggerire nuove combinazioni di materiali. L’obiettivo non è sostituire l’uomo, ma potenziarne le capacità: il risultato è uno pneumatico sviluppato con l’IA e “non dall’IA”.
I benefici sono concreti: grazie all’analisi dei micro-scivolamenti del battistrada, l’usura specifica dei nuovi prodotti è stata ridotta mediamente del 20%. Anche la produzione beneficia di questa svolta, con algoritmi che supportano il team del Digital Solution Center di Bari nell’ottimizzare la pianificazione di processi produttivi complessi.










