Governance

Pirelli, Camfin non rinnova il patto con Sinochem

La decisione «dopo aver preso atto dell’impossibilità di individuare in questa fase soluzioni per adeguare la governance in tempo utile alle esigenze normative americane»

FILE PHOTO: Tires are seen during the 150th anniversary celebration of Italian tyremaker Pirelli in Milan, Italy, January 28, 2022. REUTERS/Flavio Lo Scalzo/File Photo

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Camfin ha comunicato oggi la volontà di non rinnovare il patto parasociale su Pirelli, sottoscritto con il gruppo Sinochem, che scadrà il prossimo 18 maggio. La decisione è stata assunta, si legge in una nota, «dopo aver preso atto dell’impossibilità di individuare in questa fase con Sinochem, nel contesto del dialogo fra gli azionisti Pirelli promosso dal governo italiano, soluzioni per adeguare la governance di Pirelli in tempo utile alle esigenze normative americane consentendo alla società di continuare a sviluppare la tecnologia Cyber Tyre».

La decisione di Camfin, di non procedere al rinnovo del patto con il gruppo cinese Sinochem, sarà notificata alla presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi della normativa Golden Power. Tale decisione garantisce, inoltre, di disporre «del tempo sufficiente all’espletamento delle formalità di legge» per l’assemblea degli azionisti di Pirelli, in programma il prossimo 25 giugno, chiamata a rinnovare il consiglio d’amministrazione.

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Il patto tra soci era entrato in vigore tre anni fa, il 19 maggio 2023 ma era stato sottoscritto il 16 maggio 2022 da China National Chemical Corporation, China National Tire & Rubber Corporation, CNRC International Limited, Fourteen Sundew, Marco Polo International Italy, Camfin e Marco Tronchetti Provera & C. Nonostante il dialogo fra gli azionisti Pirelli promosso dal governo italiano non si è ancora arrivati a una soluzione e non c’è più tempo.

Camfin non chiude completamente la porta e «resta disponibile a discutere soluzioni proposte nell’interesse della società, del mercato e di tutti gli stakeholder, per consentire a Pirelli in tempi brevi di essere in linea con la normativa statunitense».

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 giugno 2023 aveva stabilito che «qualunque modifica della governance societaria» sia oggetto di notifica e «in ottemperanza a tale previsione, Camfin, previa informativa a Pirelli, notificherà alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi del Decreto Golden Power, la decisione di non procedere al rinnovo del Patto con il Gruppo Sinochem».

La vicenda

Pirelli rischia di vedere pregiudicato l’accesso al mercato statunitense, che vale circa un quinto dei suoi ricavi, per effetto della ingombrante presenza di Sinochem. I suoi cyber tyre, che raccolgono dati e informazioni grazie a sensori posizionati all’interno degli pneumatici e sono in grado di comunicare con i veicoli connessi, sono infatti finiti nel mirino del Dipartimento del Commercio Usa che, allo scopo di proteggere i dati sensibili e la privacy degli americani, ha bandito il software e l’hardware di produttori legati alla Cina. Il nodo della governance andrà risolto, dunque, entro metà marzo, quando scadrà il termine per dichiarare agli Usa di non possedere software cinesi.

Le trattative

Nelle ultime settimane la trattativa tra Camfin e Sinochem per definire il riassetto di Pirelli era entrata nel vivo, con diverse soluzioni allo studio. Tra queste, ha riferito l’agenzia Bloomberg due settimane fa, la possibilità che Sinochem riduca la partecipazione nel gruppo della Bicocca dall’attuale 34% al 10% circa. In questo modo, Sinochem - attualmente principale azionista della Bicocca - diventerebbe un investitore passivo, limitando in modo significativo la sua influenza.

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