Market Mover

Euro digitale, a che punto stiamo?
Dopo il via libera della commissione per gli affari economici e monetari ecco la tabella di marcia per una prima sperimentazione nel 2027
Ascoltalo oradi Valeria Zanetti
2' di lettura
2' di lettura
Per le piante da frutto, come del resto per vite ed olivo, l’annata agricola 2023 è da dimenticare. Piogge e grandinate in aprile, sommate al calo delle temperature di maggio-giugno, hanno influito negativamente sulla produzione di mele, pere, pesche e kiwi, condizionando le rese per ettaro crollate dell’81% per le pere, di oltre il 41% per le pesche e più del 30% per mele e kiwi. Hanno sofferto meno le ciliegie (-5,3%), arrivate a raccolta quasi ultimata quando si sono intensificati gli attacchi degli insetti parassiti. La perdita di produzione per ettaro (-13%) ha spinto in alto i prezzi +46% a 3,29 euro al chilo e i fatturati delle aziende produttrici (+27,2%), concentrati nel Veronese, dove si trova il 76% degli impianti. Le quotazioni della frutta al chilo sono salite anche per mele (+14,9%) e pere (+19,7%) a fronte della perdita di produzione complessiva, oltre che di un generale ridimensionamento delle superfici coltivate, come accade a tutto il frutteto veneto, sempre meno esteso. Gli agricoltori infatti da tempo hanno ridimensionato gli investimenti perché la frutta, a causa della concorrenza estera, vale sempre meno. Le conseguenze si riscontrano nei fatturati che crollano del 32% per le mele, dell’80,7% per le pere, del 50,3% per le pesche e del 43% per il kiwi.
Tra le legnose non è andata diversamente per l’olivo, come certifica la decrescita media delle rese produttive del -28.9% (a 2 tonnellate per ettaro). La superficie olivicola in produzione è di 4.893 ettari, il 72% nel Veronese. Le olive raccolte sono stimate in poco meno di 10mila tonnellate (-28,8%), quelle idonee all’olio extravergine hanno toccato il prezzo medio di 0,89 euro al chilo (+5,6% sul 2022). Le conseguenze si sono fatte sentire sul prodotto finito: l’extravergine è arrivato a 7,36 euro al litro (+49,7%) e l’Evo Dop, rilevato alla Borsa Merci di Verona, ha sfondato il tetto dei 14 euro al litro (+23,5% sul 2022). Una dinamica che si ripercuote, dunque, sul prezzo al consumatore finale che tra gli scaffali della Gdo trova l’olio sempre più caro e continua a praticare tagli sugli acquisti.
Infine, anche il vitivinicolo, dopo diversi anni di crescita, mostra perdite di superficie vitata già produttiva (93.059; -1,7%). La vendemmia ha evidenziato flessioni delle rese del -7,5% per una produzione complessiva di uva da vino pari a 13,7 quintali (-9,1%). I prezzi sono in discesa media del -6,8% (0,68 euro al chilo). Il vino si stima perciò in calo del -10,5%.