Frutta - Perdita di produzione

Pioggia e grandine condizionano le rese

.

di Valeria Zanetti

2' di lettura

2' di lettura

Per le piante da frutto, come del resto per vite ed olivo, l’annata agricola 2023 è da dimenticare. Piogge e grandinate in aprile, sommate al calo delle temperature di maggio-giugno, hanno influito negativamente sulla produzione di mele, pere, pesche e kiwi, condizionando le rese per ettaro crollate dell’81% per le pere, di oltre il 41% per le pesche e più del 30% per mele e kiwi. Hanno sofferto meno le ciliegie (-5,3%), arrivate a raccolta quasi ultimata quando si sono intensificati gli attacchi degli insetti parassiti. La perdita di produzione per ettaro (-13%) ha spinto in alto i prezzi +46% a 3,29 euro al chilo e i fatturati delle aziende produttrici (+27,2%), concentrati nel Veronese, dove si trova il 76% degli impianti. Le quotazioni della frutta al chilo sono salite anche per mele (+14,9%) e pere (+19,7%) a fronte della perdita di produzione complessiva, oltre che di un generale ridimensionamento delle superfici coltivate, come accade a tutto il frutteto veneto, sempre meno esteso. Gli agricoltori infatti da tempo hanno ridimensionato gli investimenti perché la frutta, a causa della concorrenza estera, vale sempre meno. Le conseguenze si riscontrano nei fatturati che crollano del 32% per le mele, dell’80,7% per le pere, del 50,3% per le pesche e del 43% per il kiwi.

Tra le legnose non è andata diversamente per l’olivo, come certifica la decrescita media delle rese produttive del -28.9% (a 2 tonnellate per ettaro). La superficie olivicola in produzione è di 4.893 ettari, il 72% nel Veronese. Le olive raccolte sono stimate in poco meno di 10mila tonnellate (-28,8%), quelle idonee all’olio extravergine hanno toccato il prezzo medio di 0,89 euro al chilo (+5,6% sul 2022). Le conseguenze si sono fatte sentire sul prodotto finito: l’extravergine è arrivato a 7,36 euro al litro (+49,7%) e l’Evo Dop, rilevato alla Borsa Merci di Verona, ha sfondato il tetto dei 14 euro al litro (+23,5% sul 2022). Una dinamica che si ripercuote, dunque, sul prezzo al consumatore finale che tra gli scaffali della Gdo trova l’olio sempre più caro e continua a praticare tagli sugli acquisti.

Loading...

Infine, anche il vitivinicolo, dopo diversi anni di crescita, mostra perdite di superficie vitata già produttiva (93.059; -1,7%). La vendemmia ha evidenziato flessioni delle rese del -7,5% per una produzione complessiva di uva da vino pari a 13,7 quintali (-9,1%). I prezzi sono in discesa media del -6,8% (0,68 euro al chilo). Il vino si stima perciò in calo del -10,5%.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti