Leader della crescita 2026

Pinsami, dopo l’Italia punta all’estero con l’espansione in 40 Paesi

L’azienda, 76esima nella classifica Sole 24 Ore-Statista, punta su un prodotto tradizionale reinterpretato in chiave moderna, sostenuto da innovazione e branding

di Manuela Soressi

Il Ceo di Pinsami Fabio Grillo  (a sinistra)  e Mauro Dalle Vacche, Ceo e direttore commerciale (a destra)

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Dieci anni fa era nota praticamente solo a Roma. Oggi la pinsa la conoscono e la consumano nove italiani su dieci, che ne apprezzano soprattutto la versatilità, la digeribilità e la croccantezza. A rivelarlo è un’indagine condotta da Pinsami, l’azienda che ha puntato tutto su questo prodotto. L’ha “industrializzato”, lo ha comunicato e l’ha portato nei supermercati e nella ristorazione di tutto il paese (e all’estero), facendone il motore del suo successo. È dal 2017 a oggi che quest’azienda monoprodotto continua a crescere. A doppia cifra. Tra il 2021 e il 2024 ha quasi quadruplicato il giro d’affari, arrivando a superare i 39 milioni di euro, con un Cagr del 57,64%. Una performance che le ha fatto guadagnare la 76esima posizione nel ranking dei Leader della crescita 2026 elaborato dal Sole 24 Ore e Statista e il terzo posto nella categoria food. «Quando abbiamo cominciato il mercato era all’inizio mentre oggi la pinsa è diventata una presenza stabile nei carrelli della spesa» commenta il ceo e direttore commerciale, Mauro Dalle Vacche. Diventata leader di categoria nel canale retail per quota di mercato, notorietà e performance a scaffale, l’azienda di Reggio Emilia ha via via ampliato e segmentato la sua offerta. Oggi propone la pinsa in tre modalità di conservazione – surgelata, fresca e da tenere a temperatura ambiente - e le vende sia nel canale retail con i marchi Pinsami e Mister Pinsa sia nel foodservice con il marchio Pinsami Professional. Ma soprattutto la porta sempre di più all’estero, in una quarantina di Paesi che contribuiscono per il 70% ai ricavi complessivi dell’azienda, ossia 15 punti percentuali in più rispetto al 2023. Ben presente in Germania, Belgio, Polonia, Francia e Svizzera, sia con il proprio brand sia con la produzione per conto delle private label, Pinsa punta a crescere sia aprendo nuovi mercati sia consolidando quelli già coperti anche mediante l’innovazione di prodotto. Come la pinsa cacio e pepe, che ha debuttato il mese scorso all’Anuga di Colonia. Un prodotto concepito per il mercato internazionale, che cavalca il successo globale di questo condimento riconosciuto come tipico della cucina italiana. Una novità che amplia l’offerta del brand nelle cosiddette “topped pinsa” surgelate, già farcite e pronte da consumare. Una nuova categoria di prodotto, avviata con la versione pizza margherita lanciata a inizio anno, considerata strategica per semplificare il consumo della pinsa, soprattutto all’estero. L’obiettivo è di arrivare entro l’inizio del 2026 a una gamma di cinque ricette, tutte dedicate a fare di Pinsami il brand di riferimento mondiale per l’autentica pinsa premium made in Italy.

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