Esportazioni

Piemonte, i dazi Usa minacciano la bilancia commerciale positiva per 2,5 mld

Gli Stati Uniti sono il terzo mercato per l’export dal Piemonte che esporta macchinari per oltre 1,3 mld. Nel 2025 una ottantina di imprese andranno in missione in Usa

di Filomena Greco

(Adobe Stock)

3' di lettura

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Le esportazioni dal Piemonte verso gli Stati Uniti valgono quasi 4 miliardi di euro - un dato aggiornato al mese di settembre (Istat diffonde i dati 2024 in questi giorni) - con una bilancia commerciale positiva per due miliardi e mezzo e un ruolo importante giocato dal comparto automotive e macchinari. L’ipotesi di dazi a carico dei prodotti Made in Europe esportati negli Usa rappresenta un campanello d’allarme per l’industria in senso lato e per il Piemonte, in particolare. «Gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato di esportazione per le nostre imprese, dopo Germania e Francia - spiega Paolo Bertolino segretario di Unioncamere Piemonte - dunque la possibilità di gravare le nostre produzioni di dazi è un rischio anche se bisogna considerare con attenzione settori e caratteristiche merceologiche».

Il Piemonte ha visto migliorare il suo posizionamento internazionale sul fronte dell’attrazione degli investigmenti, come evidenzia Marco Gay presidente dell’Unione industriali di Torino. «Torino è la sesta grande città europea più attrattiva per gli investimenti, stando al rapporto “European Cities and Regions of the Future 2025” del Financial Times.È un risultato che apre a ulteriori prospettive di crescita, su cui però potrebbero incidere, e non poco, i dazi con gli Stati Uniti. Ad oggi il 7% delle multinazionali estere presenti in Piemonte ha la controllante negli Usa, ma bisogna tener conto che gli Stati Uniti sono e saranno una destinazione strategica per i nostri associati di tutti i settori industriali, dall’automotive al tessile, dall’agroalimentare all’Ict». Gli Usa saranno un mercato cruciale, «serve grande lungimiranza e concretezza» aggiunge.

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Macchinari e mezzi di trasporto

Auto e vino, probabilmente, rischiano di più ad esempio di macchinari industriali e prodotti chimici. «Molto dipende dalla tipologia di bene esportato e dal fatto che sia più o meno sostituibile» spiega Bertolino. Se la strategia del presidente americano è quella di stimolare il reshoring di attività industriali, riflette il segretario di Unioncamere, deve fare i conti con un dollaro forte. Inoltre, come già accaduto nel 2018, è possibile che il meccanismo dei dazi induca una dinamica inflattiva. Dunque tutto sommato più rischi che benefici. «Alla fine dei conti i dazi li pagano gli importatori e se il bene è insostituibile - conclude Bertolino - il mercato sarà disposto a pagare». I settori più esposti potrebbero essere l’agroalimentare, il tessile, il comparto orafo e quello delle auto, anche se la preoccupazione è complessiva visto il peso di questo mercato per i produttori piemontesi. «C’è da augurarsi che si apra una fase di negoziazione che renda l’Europa più forte» conclude Bertolino.

Ma cosa esporta il Piemonte oltre Oceano? La voce più pesante, pari al 30,7%, pari a oltre 1,3 miliardi, è quella dei macchinari industriali, delle esportazioni verso gli Usa, seguita da auto e mezzi di trasporto, in totale quasi 800 milioni pari al 20% delle esportazioni verso gli States. Il settore alimentare più i vini cubano quasi mezzo miliardo di esportazioni, quasi il 15% del totale, con all’attivo un trend in crescita rispetto al 2023 nonostante nel complesso le esportazioni verso gli Usa siano calate del 6,6%, nei tre trimestri dell’anno scorso. Il Piemonte dunque già sconta una frenata delle esportazioni oltre oceano condizionate in negativo dalla contrazione del settore auto e della chimica. Questo in un contesto nel quale, tra gennaio e settembre 2024, l’export nazionale in valore è calato dello 0,7% e l’area NordOvest - nella classificazione dell’Ista include anche la Lombardia - ha registrato una diminuzione del 2,2%.

Export e missioni all’estero

Nel corso 2025 saranno una ottantina le aziende piemontesi che andranno negli Stati Uniti, tra missioni vere e proprie e attività promozionali, oltre a ospitare numerosi buyer statunitensi, che nel 2024 hanno costituito il 10% dei buyer internazionali coinvolti nelle attività organizzate dal Ceip, l’ente in capo alla Regione Piemonte che lavora sull’internazionalizzazione. Nel calendario di missioni all’estero del Ceip c’è ad aprile la 39esima edizione dello Space Symposium, saranno una decina le imprese piemontesi a partecipare a quello che è diventato il principale forum negli Usa di politica spaziale e di programmazione. Saranno invece otto le aziende automotive ad essere presenti, ad aprile, al VTM Michigan, Business convention centrata su un programma di incontri b2b tra una committenza internazionale e fornitori di soluzioni nel settore.

«Il mercato statunitense continua a essere strategico per le aziende della regione, rappresentando il primo destinatario extraeuropeo delle merci piemontesi. Nonostante le notizie legate ai dazi, nessuna impresa piemontese ha mostrato incertezza nel prendere parte alle iniziative che organizziamo sul mercato statunitense» sottolinea il presidente di Ceip Dario Peirone. «Gli Stati Uniti sono anche un partner cruciale per gli investimenti in Piemonte, essendo il terzo Paese di provenienza degli investimenti esteri nella regione e le aziende americane rappresentano oltre il 10% dei soggetti interessati ad investire in Piemonte» aggiunge.

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