Rinnovabili

Piemonte, in alcune aree per chi realizza impianti la rete è congestionata

La testimonianza degli operatori nella zona di Cuneo

di Sara Deganello

Fotovoltaico. In primo piano, uno degli impianti dell’azienda Entec in Piemonte

2' di lettura

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Entec è un’azienda di Savigliano (Cuneo) nata nel 2007 come società di ingegneria, fondata da Claudio Rinaudo (attuale presidente) e Paolo Oberto (ora amministratore) per progettare impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Negli anni ha esteso la propria offerta alla fornitura di impianti (il più grande è di 4,5 MW) – prima fotovoltaici, poi anche idroelettrici ed eolici – e di servizi di gestione, sia amministrativa che tecnica.

Oggi è una holding, Entec Plus, di cui fanno parte l’originaria società di ingegneria, dove lavorano 23 addetti, e le attuali 20 di scopo create per i progetti di rinnovabili, senza personale, a cui partecipano anche altri investitori. Oggi sviluppa, costruisce e gestisce impianti – propri e altrui: ha 150 contratti di service in portafoglio – fornisce servizi di asset management e di manutenzione straordinaria come revamping e repowering.

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Entec ha registrato nel 2023 un fatturato di 6 milioni di euro e un Ebitda di circa 1,5. Chiuderà il bilancio 2024 con un volume d’affari in leggero calo, dato da contingenza, ma con marginalità invariata. «Il 2023 è stato un anno particolarmente positivo, nel 2024 realizzeremo un risultato comunque migliore di quello del 2022 e del 2021. E ci attendiamo un buon 2025, perché abbiamo già in portafoglio diverse commesse». A parlare è Alessandro Cavassuto, a capo della gestione amministrativa, finanziaria e fiscale del gruppo.

«Le richieste arrivano da aziende medio-piccole con importanti consumi energetici, che vogliono dotarsi di impianti solari, e da soggetti terzi interessati a sviluppare impianti fotovoltaici a terra con energia venduta poi al mercato», indica Claudio Rinaudo: «Abbiamo realizzato anche diverse Cer, una qui a Savigliano con un ente del terzo settore, abbiamo fornito know how e ora la gestiamo; una in alta Val Pellice che ha 170 soci; un’altra a Revello che conta circa 40 associati. Abbiamo impianti in via di ultimazione che serviranno Cer. Organizzarle è comumque un’attività complessa il cui ritorno economico per un operatore come noi è limitato».

Rinaudo indica una prospettiva interessante nei sistemi di accumulo legati a impianti di autoconsumo: «Il prezzo della tecnologia è diminuito negli anni e il Pnrr sta dando una spinta. Inoltre sono una soluzione nei casi in cui l’allaccio alla rete di distribuzione non sia possibile per immettere l’energia in surplus».

La congestione della rete elettrica è uno dei problemi che si trova ad affrontare un operatore come Entec attivo soprattutto in provincia di Cuneo – ha impianti anche in quella di Torino e in Sardegna, in particolare progetti di mini-eolico. Spiega Paolo Oberto: «Da un anno e mezzo tocchiamo con mano il fatto che le reti di distribuzione in media e alta tensione siano sotto-dimensionate per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, soprattutto in alcune zone, come il cuneese, che è un territorio esteso con reti molto ramificate. Serve costruire nuove cabine primarie (da alta a media tensione) ma i tempi sono lunghi. Nel frattempo cerchiamo di avviare comunque gli impianti limitandone l’immissione in rete. Dal punto di vista tecnico ed economico può funzionare. Ma non può essere la soluzione».

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