Industria

Piemonte, 12 miliardi per la crescita: la sfida rimane la demografia

Modello di sviluppo. Lo studio dell’Ires fissa alcuni punti saldi: disponibilità straordinaria di risorse e buon posizionamento sul tema sviluppo sostenibile

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Risorse extra per almeno 12 miliardi e un buon posizionamento sul fronte degli indicatori di sviluppo sostenibile, prima tra le Regioni del Nord Italia. Sono questi i due pilastri sui quali il Piemonte può costruire una strategia di sviluppo per i prossimi anni, almeno secondo il team di ricerca di Ires Piemonte, coordinato da Stefano Aimone, che ha presentato il Rapporto annuale guardando, però, al di là delle sfide contingenti e provando a focalizzare alcuni nodi strutturali. La demografia, intesa come carenza di nascita e invecchiamento della popolazione, rappresenta di certo la sfida più impegnativa per una regione che nell’arco di un ventennio, dunque al 2044, perderà quasi mezzo milione di under 65 mentre guadagnerà almeno 250mila over 65.

Le risorse “straordinarie” arrivano dalla programmazione europea al 2027, dal Pnrr e dal Fondo sociale per la Coesione. «La transizione green rappresenta una straordinaria occasione di innovazione e riconversione del sistema produttivo - evidenzia il direttore dell’Ires Angelo Robotto – tanto che il 40% delle risorse d’investimento a disposizione convergeranno su questo tema». Ma c’è un duplice ordine di problemi: da un lato proporre un modello inclusivo di transizione sostenibile, dall’altro sopperire alla debolezza della Pa dopo la progressiva riduzione di personale e la riforma delle Province che ha lasciato vuoti amministrativi, con una cabina di regia che possa coordinare progetti e azioni sul territorio.

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Il tema demografico ha assunto una rilevanza economica, come è emerso dalla relazione di Bankitalia – nel 2042 la forza-lavoro in Piemonte risulterebbe inferiore di circa 285.500 unità rispetto al 2022, -14,9% .

Per i ricercatori dell’Ires, la questione demografica è urgente, supera il piano sociologico e diventa un fattore frenante per lo sviluppo. Un contributo negativo alla crescita del Piemonte nel ventennio 2000-2019 deriverebbe dalla diminuzione della popolazione in età da lavoro - trend più netto che nelle altre regioni del Nord Italia -, non compensato dall’aumento della produttività.

Durante l’ultima assemblea di Confindustria Novara, Vercelli, Valsesia, il presidente Gianni Filippa ha messo in fila una serie di dati: la popolazione del Piemonte, ha ricordato, alla fine degli anni’80 era di 4,5 milioni, alla fine del 2023 è arrivata a 4,25 milioni.

«Se attribuissimo a ogni nato nel 2023 una speranza di vita di 82 anni, mantenendo una media costante di due figli per coppia, i 25mila nati nel 2023 costruirebbero un Piemonte potenziale di 2,05 milioni di abitanti, dimezzato rispetto a oggi», ha detto. Senza immigrazione, interna o straniera, «entro il 2040 Novara passerebbe da 225mila a 181mila risorse occupabili potenziali e Vercelli da 100mila a 77mila».

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