Turismo e demografia

Piccoli comuni, con gli affitti turistici un freno allo spopolamento

Studio Teha: nel 2025 Airbnb ha generato 836 milioni di euro di impatto economico complessivo nei piccoli comuni italiani

di Riccardo Ferrazza

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L’offerta di affitti brevi è un freno allo spopolamento dei comuni, un fenomeno di erosione demografica alla quale sono esposti i municipi di piccole dimensione: nel periodo 2019-2024 la popolazione si è ridotta del 3,5% nei Comuni con meno di 5mila abitanti, del 1,1% in quelli tra 5mila e 10mila abitanti e dello 0,5% nei centri tra 10mila e 30mila abitanti. Nello stesso periodo, però, nei Comuni con almeno un alloggio disponibile sulla piattaforma Airbnb la riduzione della popolazione è stata pari al -1,3%, contro il -1,9% registrato nei Comuni privi di alloggi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’impatto economico

Il dato emerge dall’Osservatorio sul turismo Teha Group per la piattaforma di alloggi turistici fondata a San Francisco nella quale vengono passati in rassegna gli effetti benefici per i territori, i proprietari (i cosiddetti host) e i viaggiatori che derivano dalla promozione di un turismo diffuso. Nella ricerca si evidenzia come nel 2025 Airbnb abbia generato 836 milioni di euro di impatto economico complessivo nei piccoli comuni italiani.

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L’occupazione sostenuta dall’attività turistica ha prodotto circa 4.600 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno con un effetto indiretto: per ogni occupato direttamente sostenuto dall’attività, se ne attivano quasi altri 0,9 nell’indotto.

La donazione di 1,5 milioni all’Anci

Airbnb ha inoltre annunciato una donazione di 1,5 milioni di euro in tre anni all’Anci (l’Associazione nazionale comuni italiani) che confluiranno in un fondo dedicato allo sviluppo turistico e alla valorizzazione del patrimonio rurale dei piccoli e medi comuni, con l’obiettivo di supportare piccole imprese e attività locali, comunità e organizzazioni di cittadinanza attiva, nonché associazioni culturali e di tutela del patrimonio artistico-culturale.

Un freno allo spopolamento

Come detto tra gli aspetti evidenziati dall’analisi c’è la correlazione tra una maggiore presenza di Airbnb e una riduzione del rischio di spopolamento: un effetto sulla dinamica demografica che non si osserva in modo immediato ma «tende a manifestarsi a partire dal terzo anno dall’insediamento del primo listing, coerentemente con il tempo necessario affinché l’introduzione di Airbnb produca effetti più strutturali sul territorio, quali l’adattamento dell’offerta turistica, la riorganizzazione dell’economia locale e l’attivazione di servizi complementari».

Detto questo, nei piccoli Comuni una crescita dell’1% dei listing Airbnb è associata a una variazione della popolazione pari a +0,3%. Considerando gli oltre 5.000 Comuni in cui la dotazione di alloggi Airbnb è aumentata nel periodo 2019-2024, questa dinamica si traduce in un saldo demografico positivo stimato pari a circa 34mila abitanti aggiuntivi.

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