Piazza Affari vola con auto e pharma e conta sull’export
di Marzia Redaelli
3' di lettura
3' di lettura
È un 2019 di rivalsa per Piazza Affari, che nel primo semestre dell’anno ha guadagnato il 15%, che è diventato +20% nei primi giorni di luglio .
Il balzo ha riportato il Ftse Italia All Share, l’indice delle azioni milanesi, al livello dello scorso autunno, quando è partita un’ondata di vendite. Nelle sedute più recenti, inoltre, il listino italiano ha festeggiato la mancata multa della Commissione europea per lo sformaneto del deficit (per ora sventato) e ha preso più slanciodegli altri parterre.
Nel frattempo, però, l’economia globale ha rallentato e l’Italia rischia un’altra frenata, che non farebbe certo bene alle quotazioni. Le incertezze, in realtà, non sono mancate nemmeno nel primo semestre. Anzi, le questioni che preoccupano gli investitori sono ancora aperte, dalla Brexit alle guerre commerciali, alle tensioni politiche.
Per quanto riguarda l’ottimismo per le nomine ai vertici europei, poi, la tolleranza dei nuovi presidenti della Banca centrale e del Consiglio europeo rispetto a una politica più flessibile e meno rigorosa è tutta da verificare.
Inoltre, nel nostro paese la crescita è prevista inferiore quella del resto dell’Eurozona. Anche se le ultime indicazioni dal mondo delle imprese hanno segnalato un incremento dell’attività, soprattutto per il settore dei servizi. «Per gli stati europei più grandi - spiega Chris Williamson, capo economista di IHS Markit, che elabora i sondaggi - i dati dell’indagine rispecchiano il forte rallentamento della crescita del Pil a +0,4% in Spagna e solo un modesto +0,2% in Francia e in Germania, mentre l’Italia si prepara a una contrazione dello 0,1%. Il settore terziario controbilancia la profonda recessione del manifatturiero. Tuttavia, preoccupa la lunga contrazione del manifatturiero e la possibilità che la debolezza si riversi sul terziario, la cui resistenza appare singolare». Un’altra mezza buona notizia per Piazza Affari è che gli utili nel primo trimestre dell’anno si sono stabilizzati (+0,2% secondo Thomson Reuters) a fronte dei cali nei principali mercati dell’Unione europea.


