Formula 1

Piastri si riconferma a Jeddah e sale in vetta al mondiale. Primo podio stagionale per la Ferrari di Leclerc

di Alex D'Agosta

Oscar Piastri

5' di lettura

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Oscar Piastri taglia il traguardo davanti a tutti per la seconda settimana consecutiva, dopo il successo in Bahrain, e si prende anche la vetta del mondiale con 99 punti. Max Verstappen chiude secondo, mentre Leclerc conquista il terzo posto, approfittando anche della giornata complicata di Norris. Il pilota inglese (ex favorito dall’inizio dell’anno), è finito decimo in qualifica a causa di un incidente per sua colpa, mentre ieri sera non è riuscito a rimontare fino al podio.

Un dato interessante: per la prima volta nel 2025, il vincitore del Gran Premio non corrisponde al poleman del sabato.

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Leclerc in crescita, ma la Ferrari è ancora la quarta forza

Il bicchiere mezzo pieno – rigorosamente analcolico, nonostante la giornata di festa ‘rossa’, considerata la location mediorientale di Jeddah in Arabia Saudita – è il primo podio stagionale per la Ferrari di Charles Leclerc. Un risultato importante, meritato, guadagnato sul campo, in particolare grazie a un sorpasso decisivo su Russell, che arriva in un weekend segnato da imprevisti e colpi di scena per diversi protagonisti. La gioia rossa però si sgonfia un po’ pensando al settimo di Hamilton, analogo alla sua piazzola di partenza: complice anche la squalifica cinese, la Ferrari gravita al quarto posto nel mondiale marche ma, considerata l’assenza di un secondo pilota valido in Red Bull, avrebbe meritato almeno il terzo. Anzi, la lotta con la Mercedes, considerando i risultati dei GP precedenti, era davvero il tema più caldo.

Invece non tutto va come previsto a Maranello, ma d’altro canto l’andamento di questo inizio di stagione si conferma avvincente e meritevole di attenzione, con una classifica mondiale in costante movimento per tante squadre. Nel 2025 infatti sono tanti i giovani debuttanti e tante le sorprese: difficile ricordare altri anni dove nel mese di aprile tutti e dieci i team fossero già andati a punti, così come in pochi avrebbero scommesso che la Williams si potesse trovare a metà classifica.

Il sorpasso di Piastri su Norris

Con tre vittorie contro una, Piastri supera il compagno di squadra Norris e guida ora la classifica piloti. L’inglese, pur fuori dal podio, si consola con il giro più veloce in gara. Per Verstappen e Leclerc, insieme alle Mercedes, resta il compito più difficile nel futuro prossimo: trovare un modo per contrastare l’avanzata costante delle McLaren, che al momento sembrano la squadra più completa e solida della stagione.

Nonostante una penalità che lo ha fatto arretrare di una posizione di vertice mentre la stava difendendo benissimo, Verstappen ha comunque mostrato una grande tenacia e ha ricevuto oltre il 33% dei voti del pubblico, che l’ha premiato come “pilota del giorno” per la prima volta quest’anno. Partito in pole, ha chiuso a soli 2,8 secondi da Piastri, segno che senza penalità la lotta per la vittoria sarebbe potuta essere ancora più serrata.

Se Hamilton è in affanno, il suo successore italiano continua a stupire

In casa Mercedes, la gara è stata positiva ma non del tutto brillante. George Russell ieri era distante dal passo delle posizioni di vertice, con una ‘caduta’ a livello prestazionale più marcata rispetto alle prime prove stagionali. Al contrario, Andrea Kimi Antonelli ha dimostrato maturità e prestazioni in crescita: per lui una prova pulita e aggressiva al momento giusto. Si sta ritagliando uno spazio sempre più centrale nel team: niente a che fare con un gregario, anzi, sta diventando uno dei debuttanti più convincenti degli ultimi anni. Tutti e due gli alfieri Mercedes, comunque, hanno avuto un ritmo migliore rispetto alla seconda Ferrari e hanno staccato di oltre quattro secondi l’ex idolo del loro box, un Lewis Hamilton che ha fatto una gara tutta in salita.

Dopo un buono spunto iniziale e il sorpasso su Sainz favorito dal caos successivo all’incidente tra Gasly e Tsunoda, il sette volte campione del mondo ha iniziato a soffrire. Già al giro 14 ha comunicato via radio difficoltà a gestire il retrotreno, che “scivolava troppo”, rendendogli impossibile reggere il passo dei migliori. Il settimo posto finale come accennato coincide con la sua posizione in griglia: un segnale evidente che al momento manca qualcosa in termini di confidenza con l’auto la quale, comunque, non soddisfa ancora pienamente nemmeno Leclerc. Secondo il monegasco c’è sempre ancora molto da fare in termini di «downforce e performance in qualifica, oltre a troppo degrado gomma».

Dal muretto, però, la domenica dell’Arabia Saudita è da premiare per la buona strategia su ambito i piloti e, come già visto nei mesi scorsi, per pit-stop dai tempi molto corti ed esecuzione perfetta.

Una safety car, poi gara tranquilla

Il dettaglio della quinta volta della Formula 1 sulla riva occidentale del Mar Rosso è stato meno movimentato del solito. Da un lato era lecito aspettarsi una safety car, puntualmente arrivata proprio nelle prime fasi: un ‘vizio’ di questa pista che, velocissima nel suo disegno ma d’altro canto disegnata nei pressi di un waterfront dove i muretti vicino a bordo pista sono una necessità, non poteva smentire sé stessa. Rispetto all’anno scorso, Pirelli ha deciso di utilizzare gomme più morbide di ‘un livello’ , con strategia a una sosta per quasi tutti: c’era le condizioni per fare il record di velocità media in gara di tutti i tempi. Ma se e solo se non ci fossero state interruzioni: opportunità rimandata quindi al 2026.

Il circuito di Jeddah ha comunque confermato altre aspettative. La partenza è stata stata avvicente e pulita. Ma Piastri è stato più efficace di Verstappen e, per pochi millesimi di vantaggio, si è imposto su Verstappen, mandato fuori pista e indotto a sbagliare, pur nell’evidenza che non ci fosse spazio per lui. Ma il campione del mondo, si sa, non lo accetta mai: così le due monoposto rivali si sono trovate strette in un duello pericoloso che è andato a favore della McLaren. Con Verstappen ‘cornuto e mazziato’: quei cinque secondi hanno decretato il successo dell’australiano.

Nelle stesse fasi concitate, anche Antonelli ha tagliato la chicane per evitare il contatto con un avversario. Poche curve dopo, comunque, Pierre Gasly ha tentato un sorpasso troppo ambizioso all’esterno su Tsunoda, causando un pasticcio: entrambe le vetture sono finite in testacoda e il francese è finito a muro. In quel caos, Hamilton ne ha approfittato per passare Sainz, mentre Albon ha guadagnato due posizioni. La direzione gara, durante la fase di neutralizzazione, ha comunicato la penalità di 5 secondi a Verstappen per l’escursione in curva due e le gara si è praticamente decisa tutta lì.

Dal giro tredici, la gara si è infiammata con il primo vero duello tra Hamilton e Norris: sorpasso della McLaren in curva seguito dalla replica del sette volte campione sul rettilineo. Dopo una tornata, però, la McLaren ha avuto ancora la meglio.Il nuovo obiettivo di Norris è diventato Antonelli e, via via, anche il suo compagno di squadra. Hamilton ha perso poi terreno, aprendo ai box via radio sulla difficoltà di gestire l’auto.

Nel finale, la situazione è rimasta congelata: Piastri sempre primo con Verstappen alle calcagna, poco pericoloso poiché costretto a scontare la penalità durante il cambio gomme. Leclerc era vicino, abbastanza da sperare in un secondo posto se i distacchi si fossero accorciati. Norris, quarto, avrebbe potuto approfittarne anch’egli, ma il buon passo di Max e Charles lo hanno relegato appena fuori dalla zona podio.

Dietro i primi quattro, le due Mercedes hanno chiuso con ordine “quasi gerarchico”: Russell davanti ad Antonelli. Hamilton settimo, come in partenza. Ed è settimo ora anche nella ranking piloti, a sette punti da Antonelli, sedici da Leclerc, 42 da Russell, 56 da Verstappen. E se il sette volte campione del mondo non ha ancora trovato il passo con la Ferrari, spicca il recupero del tre volte campione in carica olandese: Verstappen è ora a soli due punti da Norris, ma avrebbe potuto essergli già davanti, mentre il distacco dal nuovo leader, Piastri, è di dodici lunghezze.

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