Piano Ue per il vino: nuovi nomi alle bottiglie alcol free, più flessibilità ai Paesi
Presentato a Bruxelles il pacchetto di misure a sostegno del settore. Ci sono anche maggiori coperture comunitarie in caso di crisi climatica
2' di lettura
2' di lettura
La Commissione europea vuole rendere più «attraenti e familiari» le denominazioni dei vini a bassa gradazione o analcolici, proponendo termini come «alcol free», «0,0%» o «alcol light». L’obiettivo è promuovere un segmento in forte crescita e considerato promettente soprattutto nei mercati del Nord Africa e dei Paesi arabi. La proposta rientra nel nuovo pacchetto di misure adottato dall’esecutivo Ue per sostenere il settore vitivinicolo, dove spiccano anche maggiore flessibilità ai governi sulle autorizzazioni degli impianti di vite, misure di controllo della produzione, più coperture finanziarie dall’Ue contro i rischi climatici e promozione dell’enoturismo.
Gli obiettivi del piano
L’obiettivo di Bruxelles è alleviare la crisi del settore vitivinicolo in Europa, stretto tra la riduzione dei consumi e della domanda, la minaccia del cambiamento climatico che rende «fluttuanti» le produzioni annuali, e i dazi di Donald Trump. Il pacchetto presentato da Bruxelles dà seguito alle raccomandazioni del gruppo di alto livello Ue sul vino lanciato lo scorso anno.
Le norme sull’etichettatura
La Commissione europea ha chiesto a governi e Parlamento Ue il potere delegato per modificare le norme sull’etichettatura digitale del vino, introdotte con la riforma della Pac del 2021. Questa facoltà permetterebbe anche a Bruxelles di armonizzare le regole sull’etichetta elettronica, che tramite QR code fornisce informazioni come ingredienti e valori nutrizionali.
«Questo dovrebbe ridurre i costi per i produttori e ridurre anche le incertezze che ci sono quando i produttori esportano in altri Paesi europei», ha spiegato un funzionario della Commissione europea. Nel 2023 l’esecutivo comunitario aveva già pubblicato linee guida, ma l’adozione da parte degli Stati membri è rimasta disomogenea.
Ora l’idea è introdurre un simbolo comune - un pittogramma al posto di parole o lettere - che segnali chiaramente la presenza del QR code informativo sulle bottiglie. Un sistema uniforme che faciliterebbe le esportazioni, evitando anche la necessità di traduzioni, poiché lo stesso simbolo varrà per tutti i Paesi dell’Unione.








