Piano casa, maglie larghe sull’abitabilità: Salvini lancia le misure bis
Gli emendamenti della Lega puntano sd allargare il perimetro del decreto. Conformità più semplice per gli immobili dichiarati agibili
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Superfici minime più contenute (da 28 a 20 metri per una persona e da 38 a 28 metri per due), così come le altezze minime (da 2,70 e 2,40). Tolleranze più generose anche per il futuro, quindi non solo fino al 24 maggio. Sanatoria semplificata per le varianti ante 1977. E stop alle contestazioni di difformità per gli immobili dichiarati agibili dai Comuni. Senza dimenticare il Salva Milano. Sono i temi principali degli emendamenti che il gruppo della Lega presenterà al decreto Salva casa (Dl 69/2024), in discussione a partire dall’11 giugno in commissione Ambiente della Camera, e che il 4 giugno Matteo Salvini, nella doppia veste di ministro e leader del Carroccio, ha presentato nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio (video).
L’idea di un grande Piano casa Italia
«Se il Parlamento deve litigare o fare ostruzionismo mi auguro che lo faccia su altri provvedimenti, non sulla casa degli italiani - ha detto Salvini -. Io mi preparo a tutto ma mi auguro che un accordo ci sia già in Commissione». Il riferimento è innanzitutto al provvedimento sul cosiddetto salva-Milano, la norma che dovrebbe sanare centinaia di progetti edilizi di grandi dimensioni realizzati con procedure più snelle di quelle consentite e sui quali è stato acceso già da tempo il faro della magistratura.
Ma l’idea di Salvini è di un grande Piano casa Italia, come lo ha battezzato: un programma di edilizia residenziale e sociale affidato al suo ministero «per fornire risposte concrete al disagio abitativo» attraverso «nuovi modelli di cooperazione pubblico-privato che consentano di coinvolgere i principali operatori del mercato del credito con vocazione sociale». Per ora, secondo il titolare di Porta Pia, si starebbe lavorando a 100mila nuovi immobili di edilizia popolare, tra Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) e altre leve finanziarie. Ma l’obiettivo più a stretto giro è il Salva-casa bis: l’allargamento del perimetro per via parlamentare della sanatoria appena varata in Consiglio dei ministri, approdata in Gazzetta e in vigore dal 30 maggio. Appena nata e già candidata a una più incisiva riforma, insomma.
La scelta più radicale è legata all’abitabilità, sulla quale il ministro invita a «una presa d’atto della realtà esistente». I criteri attualmente utilizzati fanno parte di un decreto della Sanità, datato 1975. Andranno rivisti e tagliati, tenendo presente l’evoluzione delle tecnologie e delle nostre città.
Corsia preferenziale per le varianti in corso d’opera
L’altra novità attesissima riguarda la conformità degli immobili. Chi ha ottenuto un certificato di agibilità dal Comune non potrà ricevere contestazioni su eventuali difformità. È una norma che fa salvo il legittimo affidamento dei cittadini, ampliando quanto già previsto dal Salva casa in tema di stato legittimo. E si accompagna alla sanatoria per le varianti ante 1977, che sarà più semplice in base alle proposte della Lega: il motivo è che, prima della legge Bucalossi, le varianti in corso d’opera non erano regolarizzabili e, adesso, meritano una corsia preferenziale.









