Pesca, per le vongole è crisi nera: il fatturato cala da 120 a 13 milioni. Ecco perché
Tra le cause inquinamento, cambiamento climatico e granchio blu
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Un disastro. E’ gravissima la crisi nell’Alto Adriatico nel settore della pesca ai molluschi con in prima fila le vongole. I numeri parlano chiaro: circa 700 partite Iva cessate, un fatturato che da 120 milioni di euro (80 per le vongole veraci e circa 40 per i lupini) è sceso a poco più di 13 milioni. Oltre 500 famiglie in grave difficoltà.
E’ un vero e proprio grido di dolore quello lanciato dai pescatori dell’Alto Adriatico (che coprono oltre il 30% della produzione nazionale di vongole) oggi 13 gennaio in una riunione con i vertici delle cooperative di pescatori e della Regione Veneto.
La crisi
Le imprese del settore – spiegano all’Associazione generale cooperative italiane (Agci) del Veneto - risultano inattive da oltre 15 mesi, senza prospettive concrete di ripresa nel 2026.
Le recenti semine di vongole non hanno prodotto alcun risultato: i campionamenti non rilevano presenza di prodotto. Questo scenario – aggiungono ad Acgi Veneto - suggerisce la possibile presenza di sostanze inquinanti – come pesticidi o metalli pesanti – che non vengono attualmente monitorate dagli enti preposti, i quali si limitano a controlli stagionali sulla carica batterica.
«Fermi dal 2024»
“Siamo ormai fermi dal 2024 – spiega il responsabile di Agci (associazione generale cooperative italiane) Veneto, Gianni Stival -. Molti danno la colpa al granchio blu ma il problema ha radici molto più profonde. Ed è legato all’inquinamento e al cambiamento climatico.









