Performance review 2020: caro manager, cosa dirai ai tuoi collaboratori?
Le profonde trasformazioni in atto impongono una strategia meno centrata sui numeri e più attenta alle persone
di Francesca Cedri *
5' di lettura
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Eccoci qua: primo trimestre 2021. Siamo arrivati al fatidico periodo di Performance Evaluation o Performance Review, o Valutazione della Prestazione o del Comunque Venga Chiamata questa ricorrenza annuale. È il momento in cui i capi incontrano i loro collaboratori per rivedere insieme la prestazione dell’anno passato e, più o meno contestualmente, assegnare loro gli obiettivi per l’anno a venire. Dunque, niente di nuovo. Ma siccome stiamo parlando della prestazione del 2020 e degli obiettivi del 2021, non vi nascondo che, se fossi un capo, sarei in difficoltà!
Il 2020 non è stato per niente “normale” e il 2021 si preannuncia denso di “nuove normalità”. Per questo mi chiedo: “Se fossi un capo sull’orlo di una Performance Review, come mi muoverei?”. Non avendo una ricetta infallibile, chiedo consiglio al vecchio saggio che è in me e parto dall’inizio: perché è nata la Performance Review? A cosa serviva davvero? Aveva lo scopo di esprimere un giudizio sui risultati raggiunti dal mio collaboratore? O piuttosto quello di aiutarlo a migliorarsi, analizzando anche i suoi progressi?
Ho la sensazione che gli indicatori quantitativi sui risultati del 2020 non siano clementi se non con pochi, quindi l’opzione “giudizio” rischia di penalizzare chi si è dato comunque da fare e/o di appiattire le prestazioni dei miei collaboratori verso il basso, a volte addirittura avvantaggiando chi tra loro si è dato meno da fare.E allora, in qualità di manager, che numeri potrei giocarmi?
Se quelli sui risultati del 2020 sono da prendere con le pinze, quelli da prevedere per il 2021, oggi, assomigliano a un terno al lotto. Sarei in grado, in questo “new now”, proprio perché new, di avere chiaro quanto chiedere al mio team fin da questo primo trimestre? Il vecchio saggio che è in me mi suggerisce di affrontare i colloqui con i collaboratori partendo da presupposti differenti dal giudizio sui risultati quantitativi ottenuti.
Nel 2020 il risultato più importante da raggiungere è stato la collaborazione del team in un contesto in cui il team non è stato praticamente mai “presente” (prae essentis = stante di fronte) se non attraverso il video di un computer; in un contesto in cui le persone potevano lavorare insieme (insimul = nel medesimo tempo) solo grazie alla mediazione di strumenti di condivisione di dati e immagini. E raggiungere questo risultato ha richiesto a tutti di “darsi da fare”, sicuramente in modi diversi rispetto a come eravamo abituati negli anni “normali”.







