Perché si è tornato a parlare del caso Garlasco e cosa è successo negli ultimi 7 giorni
Gli inquirenti che nell’ultima settimana hanno accelerato sulle indagini - con le perquisizione a casa di Sempio e dei genitori e la ricerca dell’arma del delitto nel canale di Tromello - oggi sono pronti a svelare qualche asso dalla manica
a cura di Enrico Bronzo
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Gli inquirenti che nell’ultima settimana hanno accelerato sulle indagini - con le perquisizione a casa di Sempio e dei genitori e la ricerca dell’arma del delitto nel canale di Tromello - oggi sono pronti a svelare qualche asso dalla manica, in attesa che l’incidente probatorio possa restituire quel match genetico che per la Procura colloca il sospettato in via Pascoli quando Chiara Poggi viene uccisa.
Nell’archiviazione su Sempio - firmata dal giudice delle indagini preliminari Fabio Lambertucci e chiesta dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dalla sostituta procuratrice Giulia Pezzino - quel dato è già spiegato con un contatto mediato tra le dita di Chiara e la tastiera del computer di casa Poggi (non pulita con reagenti) su cui Sempio tempo prima potrebbe aver lasciato le sue impronte.
Una spiegazione che non convince una Procura segnata negli ultimi anni da veleni e lotte intestine.
L’inchiesta attuale - in attesa di colpi di scena a distanza di quasi 18 anni dal delitto - parte da una rilettura e una nuova ricostruzione di quanto accaduto al piano terra della villetta in cui i genitori di Chiara Poggi continuano a vivere.
Si valuta l’ipotesi - smentita delle sentenze - che potrebbe esserci stata una colluttazione tra la vittima e Sempio tale da giustificare quella traccia genetica sulle unghie che per la procura non trova altra giustificazione.









