Perché sarà difficile avere il rimborso della Rc auto non goduta durante il lockdown
Nella fase peggiore delle restrizioni Covid quasi nessuno poteva circolare. Così il Governo ipotizza la restituzione del premio assicurativo. Ma le compagnie possono opporsi
di Maurizio Caprino
4' di lettura
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Nel pieno della fiammata dell’inflazione dovuta a guerra e pandemia, il Governo fa spuntare l’ipotesi di rendere possibile la restituzione della quota di assicurazione Rc auto pagata dai proprietari dei veicoli ma non goduta nella primavera 2020 a causa del lockdown. Un tesoretto rimasto nelle tasche delle compagnie, ufficialmente valutato tra i 2,2 miliardi di euro: in media, circa 50 euro a polizza. La stima risale a giugno 2021, ma finora nulla si era mosso. E non è affatto detto che la situazione sia destinata a cambiare.
L’ipotesi è stata fatta dal sottosegretario all’Economia, Federico Freni, rispondendo in commissione Finanze alla Camera a un’interrogazione parlamentare: «Nell’ambito di ulteriori provvedimenti potranno essere analizzate con attenzione le eventuali proposte che dovessero riguardare il settore assicurativo, comprese quelle sollecitate dagli interroganti».
Ma tutto è rimandato a «un apposito confronto tecnico», di cui Freni ha annunciato l’avvio.
Le ragioni delle compagnie
Proprio nel confronto tecnico dovrebbero emergere le resistenze che le compagnie hanno sempre opposto a una norma che imponesse la restituzione delle quote di premio relative al periodo di lockdown. Resistenze motivate sostanzialmente con tre ragioni:
- le iniziative già prese da alcune compagnie per ristorare i propri clienti (per esempio, un mese di copertura gratis, sospensioni di polizza più ampie e flessibili rispetto a quanto prevedono le condizioni contrattuali e rinunce a franchigie) o comunque dare un contributo per alleviare l’emergenza Covid (donazioni a strutture sanitarie e sostegni vari);

