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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo oradi Maurizio Caprino
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Nel pieno della fiammata dell’inflazione dovuta a guerra e pandemia, il Governo fa spuntare l’ipotesi di rendere possibile la restituzione della quota di assicurazione Rc auto pagata dai proprietari dei veicoli ma non goduta nella primavera 2020 a causa del lockdown. Un tesoretto rimasto nelle tasche delle compagnie, ufficialmente valutato tra i 2,2 miliardi di euro: in media, circa 50 euro a polizza. La stima risale a giugno 2021, ma finora nulla si era mosso. E non è affatto detto che la situazione sia destinata a cambiare.
L’ipotesi è stata fatta dal sottosegretario all’Economia, Federico Freni, rispondendo in commissione Finanze alla Camera a un’interrogazione parlamentare: «Nell’ambito di ulteriori provvedimenti potranno essere analizzate con attenzione le eventuali proposte che dovessero riguardare il settore assicurativo, comprese quelle sollecitate dagli interroganti».
Ma tutto è rimandato a «un apposito confronto tecnico», di cui Freni ha annunciato l’avvio.
Proprio nel confronto tecnico dovrebbero emergere le resistenze che le compagnie hanno sempre opposto a una norma che imponesse la restituzione delle quote di premio relative al periodo di lockdown. Resistenze motivate sostanzialmente con tre ragioni:
- le iniziative già prese da alcune compagnie per ristorare i propri clienti (per esempio, un mese di copertura gratis, sospensioni di polizza più ampie e flessibili rispetto a quanto prevedono le condizioni contrattuali e rinunce a franchigie) o comunque dare un contributo per alleviare l’emergenza Covid (donazioni a strutture sanitarie e sostegni vari);