Cina-Taiwan, duello in Africa: il caso eSwatini e la politica dei dazi zero
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Lucilla Incorvati
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Con Eltif e Fia (fondi alternativi) le porte dei più rischiosi asset illiquidi (debito privato, private equity e immobiliare) si aprono a piccoli investitori. Ma se l'appeal del rendimento e le agevolazioni fiscali sono una forte leva, va studiato un meccanismo per favorire la liquidabilità dell'investimento per avvicinare i privati a questa nuova classe si attivi. L'iter normativo è ancora fluido e deve completarsi per consentire quelle modifiche necessarie per dare una vera svolta al settore.
Dovrebbe essere in arrivo a giorni da parte della Commissione Europea la proposta di revisione della Direttiva AIFMD (Direttiva 2011/61/UE) sui Gestori di Fondi di Investimento Alternativi (cd. GEFIA) che punta a rafforzare il mercato dei FIA e al contempo a tutelare gli investitori e a garantire la stabilità del sistema finanziario, dopo che da diversi mesi si è chiusa la consultazione avviata dalla Commissione europea su alcuni aspetti relativi alla disciplina dei gestori dei fondi di investimento alternativi.
Molte tematiche poste in consultazione coincidono con quelle individuate dall'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma), secondo Assogestioni un punto di partenza per migliorare il quadro normativo europeo sulla gestione collettiva del risparmio. Un’occasione per sistematizzazione della disciplina europea del risparmio gestitoIn arrivo anche la revisione del Regolamento sugli Eltif , uno dei punti del piano d'azione (Action plan) per rilanciare il progetto dell'Unione dei mercati dei capitali (Capital markets union, o Cmu). Qui elemento cardine è poter intervenire sull’universo investibile da parte del gestore e sul peso che determitati asset hanno in portafoglio «perchè come spiega Roberta D’Apice, direttore degli affari legali in Assogestioni - solo cosi il gestore può lavorare sull’ipotesi di ipotizzare finestre di liquidabilità». Un’esigenza, questa, che hanno non solo i clienti privati ma anche i clienti istituzionali.
Non meno importante è la modifica del decreto del Tesoro ministeriale per abbassare la soglia di accesso dei Fia Riservati. Al momento questi sono rivolti solo a investitoti professionali e per beneficiare della non applicazione delle norme prudenziali di contenimento del rischio stabilite dalla Banca D’Italia possono accedere i privati solo con investimenti minini superiori ai 500mila euro. Con una consultazione chiusa da mesi si è chiesto di abbassare la soglia a 100 mila euro con un limite di concentrazione al 10% del proprio portafoglio finanziario per chi investe all’interno di un servizio di consulenza. Queste strutture di prodotto sono al momento quelle che meglio possono vestire i Pir Alternativi, contenitori che gli investitori privati che abbiano alcune caratteristiche e
A livello europeo gli asset dei fondi alternativi sono triplicati dal 2008 e a fine dicembre 2020 hanno raggiunto una consistenza di 2060 miliardi rispetto ai 1810 di masse dell’anno precedente. Con il PNRR l’impulso potrebbe essere notevole soprattutto per infrastrutture e real estate. Ma per migliorare l’attrattività si deve puntare ad una liquidità ragionevole e un’opportuna diversificazione geografica degli strumenti.