Per vincere devi dimenticare il gioco perfetto. Parola di Barbora Krejčíková
Nel tennis non serve giocare bene, si deve vincere. La campionessa di Wimbledon 2024 ha fatto suo questo insegnamento. Ed è diventata una delle atlete più forti del circuito, trionfando in due prestigiosi tornei del Grande Slam.
5' di lettura
5' di lettura
Le vittorie al Roland Garros nel 2021 e a Wimbledon nel 2024 sono i punti più alti, finora, di una carriera costellata di successi. Ma c’è anche una medaglia d’oro olimpica conquistata a Tokyo 2020. Nel frattempo è diventata anche brand ambassador di Rado, marchio orologiero storicamente legato al tennis.
Giochi a tennis da quando avevi sei anni: cosa ti ha spinto a farlo? Mio fratello, il mio modello, giocava a tennis con gli amici, mia madre e io lo accompagnavamo. Per questo decisi di prendere una racchetta e fare come lui. In un certo senso abbiamo cominciato insieme. E insieme abbiamo anche praticato tanti altri sport, come il basket, il calcio, la pallamano e il pattinaggio sul ghiaccio. Il merito è tutto dei miei genitori che hanno sempre voluto che i loro figli provassero il maggior numero possibile di sport.
Il tennis però è diventato la tua professione. È sempre stato il tuo obiettivo? È difficile dirlo, ma non credo. Ho iniziato a giocare perché mi piaceva, ma era solo uno degli sport che praticavo. Ho sempre fatto una vita normale e, solo dopo aver preso il diploma, ho pensato di intraprendere la carriera tennistica professionistica.
Quali sono gli aspetti positivi della vita da professionista? Viaggiare. Quando sono in campo, invece, mi piace la competizione. E poi, cercare di migliorarsi ogni giorno facendo qualcosa che ti piace, è molto bello: il tennis insegna molte lezioni preziose anche per la vita.
Gli aspetti negativi, invece? Parto dal presupposto che siamo dei privilegiati a poter avere questa vita, ma se devo dirne uno, quello più negativo è probabilmente il fatto di essere lontano dalla mia famiglia e dai miei amici. Stare al telefono per essere vicini non mi piace molto.












