«Per Pompei abbiamo 100 milioni per tre anni ora più aiuto da privati»
di Vera Viola
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Ventotto cantieri di restauro e manutenzione aperti di cui dieci anche di scavi stratigrafici. Il Parco archeologico di Pompei è un brulicare di attività, con archeologi e restauratori in azione, che riescono anche a convivere con flussi di visitatori sempre più importanti. Quindicimila al giorno, a volte ventimila, «anche più – fa notare il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, a Pompei dal 2021 e promotore di una nuova stagione del più importante sito archeologico – e non solo nella prima domenica del mese, ma anche in un qualsiasi giorno della settimana».
Insomma, direttore, Pompei è rinata con il Grandi Progetto europeo da oltre 106 milioni. E oggi, siamo in una nuova fase?
È così. Prima c’è stato il salvataggio: si veniva dall’epoca dei crolli continui, delle case transennate, dell’allarme risuonato nel mondo. Oggi, messo in sicurezza il patrimonio, siamo passati alla manutenzione ed eventualmente della espansione. La prima è la priorità: abbiamo 13 mila ambienti da monitorare, tutelare, intervenendo prima che si presentino nuove criticità. Abbiamo anche fatto importanti scoperte, tra cui i disegni dei bambini nella Casa del Cenacolo, o gli affreschi della Casa dei Pittori al lavoro. Solo per citare le più recenti.
Il grande progetto aveva portato sul sito una cospicua somma, oggi godete di risorse sufficienti a sostenere nuovi interventi?
Al momento sì, perchè abbiamo per il triennio disponibilità per ben 100 milioni che in parte provengono dal Pnrr, in parte da altri programmi europei e nazionali, oltre a quelli del ministero della Cultura. Fondi che includono gli introiti di biglietteria che restano al sito per il 70%. Il problema è per il dopo, poichè abbiamo bisogno di sapere oggi per programmare ciò che accadrà dopo il 2026. Dobbiamo pensare al dopodomani. A esempio, con donazione di privati. Negli ultimi anni abbiamo ricevuto 1 milione, ma ritengo che sia possibile fare molto di più.
Parliamo di risorse, anche quelle umane e professionali sono cresciute. Forse non basta?
Mancano 181 persone. Oggi abbiamo a lavoro nei siti di quest’area 217 dipendenti del ministero della Cultura. La pianta organica prevede un fabbisogno di 398 dipendenti. Ora il ministero ha pubblicato un bando, noi siamo fiduciosi che vorrà destinare a Pompei una parte delle assunzioni. Se poi consideriamo le società dei servizi – come biglietteria, security e altro – le persone oggi impiegate arrivano a 400.



